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Creatività condivisa

L’obiettivo del Collettivo è in primo luogo quello di unire le persone e le loro diverse sensibilità

Uscire dall’isolamento dettato dalla pandemia e tornare a creare connessioni attraverso l’arte. Così è nato Collettivo Arezzo, un gruppo eterogeneo che – nonostante sia sorto in tempi recenti – rappresenta ad oggi una dimensione interessante del panorama artistico aretino. Per conoscere più da vicino questa realtà, tutta da scoprire, ho scambiato quattro chiacchiere con uno dei suoi fondatori, Danilo Sensi.
Come e quando nasce Collettivo Arezzo?
«Collettivo Arezzo è un gruppo informale di artisti nato nell’agosto 2020, come risposta al difficile momento storico derivante dalla pandemia – che aveva causato la progressiva chiusura di molti centri culturali, soprattutto quelli medio/piccoli – ed in previsione della partecipazione ad Arte Padova 2021, evento che ha goduto del patrocinio della Provincia e del Comune di Arezzo, oltre che della collaborazione del Circolo Artistico e dell’Associazione Culturale Artefice. L’obiettivo del Collettivo è in primo luogo quello di unire le persone e le loro diverse sensibilità, sia per partecipare tutti insieme a fiere d’arte, mostre ed eventi culturali, sia per portare in giro l’orgoglio di lavorare ad Arezzo, dimostrando che questa non è la piccola città di provincia culturalmente emarginata, ma che, anzi, è attraversata da un fervore creativo costante. Ho sempre pensato che singolarmente si possa realizzare ben poco; unendosi, invece, si possono raggiungere importanti obiettivi e, soprattutto, si possono stabilire contatti, creare progetti ed aprire un dibattito che può solo giovare al percorso individuale di ogni artista.»
Di cosa si occupa il collettivo e chi sono le persone che lo animano?
«Collettivo Arezzo è un progetto ambizioso, pensato per promuovere alcuni fra i più interessanti artisti della nostra provincia. Da tempo scrivo di una città ricca di esperienze culturali, di artisti importanti che hanno attraversato il ‘900 con indicibile forza e con tenacie caparbietà e di giovani che traggono ispirazione (volenti o nolenti) dal recente passato di Arezzo, fatto di luoghi, di incontri e di importanti presenze. Collettivo recupera ed amplifica, rielabora ed innova, costruisce un percorso fatto di storia, di contatti con la natura, di citazioni, di impegno, di sacrifici e di talento, contribuendo così a portare il nome della città in fiere ed eventi. Noi crediamo infatti che la promozione del territorio passi anche dalla promozione di ciò che il territorio può esprimere artisticamente. In tal senso, il Collettivo è una realtà in continuo movimento che ha visto avvicendarsi numerosi artisti; tuttavia, vi sono alla base persone che rappresentano l’anima del progetto, come Antonella Cedro, Maura Giussani, Laura Serafini, Rita Vestri e Fabrizio Cioci che insieme a me si occupano di tutti aspetti logistici e pratici, dall’allestimento degli spazi alla comunicazione sui social.»

Quali sono le esperienze che hanno più contraddistinto la vita del gruppo?
«Sicuramente la prima importante esperienza del collettivo è stata Arte Padova: fu un successo davvero inaspettato, in quanto Collettivo si classificò fra i primi cinque stand della Fiera per l’allestimento e la nostra artista Laura Serafini vinse il primo premio al Premio C.A.T 2021. Successivamente, nell’aprile 2022, abbiamo partecipato alla mostra “Arte Per l’Ucraina”, in collaborazione con Il Ministero della Pubblica Istruzione – Ufficio Scolastico Regionale. Nel 2023 il Collettivo ha partecipato al bando per l’Assegnazione dell’ex Oratorio di Piergentino e Lorentino ad Arezzo e ha presentato un progetto al Comune di Bologna dal titolo “FuoriFiera” per partecipare ad ART- CITY, evento collaterale di Arte Fiera. Quest’anno abbiamo partecipato alla prima fiera EXPOARTE AREZZO 2025, a titolo di unico spazio espositivo della città, e nel mese di settembre abbiamo inaugurato la mostra ” Arte Oltre La Porta” presso Berneschi Lab a Ceciliano (AR), che ha consentito a Collettivo di aprirsi alla collaborazione con altri artisti ed altre realtà, in uno spirito di condivisione di idee e di esperienze.»
Qualche spoiler su progetti futuri?
«Per i prossimi mesi abbiamo in programma di costituirci come Associazione Culturale APS, anche e soprattutto al fine di per poter intercettare finanziamenti pubblici e privati e poter partecipare a Bandi del settore, che ci consentano di portare avanti le nostre attività. Inoltre, per il 2026, sono in programma la partecipazione alla Fiera dell’Arte di Montichiari (nel mese di febbraio) e la partecipazione, nel mese di marzo, alla seconda edizione di EXPOARTE AREZZO 2026; in quell’occasione avremo a disposizione uno spazio espositivo di 60mq, la realizzazione di un catalogo e la presentazione di una mostra a Firenze.»

di AGNESE ANDREONI

IG: @collettivoarezzo
FB: Collettivo Arezzo

Agnese Andreoni
AGNESE ANDREONI

Classe 1993, osservo ciò che mi circonda attraverso la mia macchina fotografica. Leggo tanto e a volte provo anche a scrivere.
Mi piacciono la musica (soprattutto quella punk), il mare, le lunghe camminate e i gatti.

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