Luci e luce su Jessica Douglas

La luce trova la via per farsi largo anche tra la nebbia più fitta, quando ha vero fuoco alla sua fonte. A volte basta uno squarcio, un attimo. Altre volte è un processo, un viaggio in surriscaldamento verso il culmine del proprio irraggiamento. Non è l’inizio di una fiaba vichinga, ma il percorso artistico in eruzione della cantante aretina Jessica Douglas. Voce calda, in grado di annodarsi all’anima e farla decollare verso artigliate inattese, accennate ma incisive. Soul, anima, si scelga la traduzione o il sinonimo che si desidera: la cruda sintesi è che la vocalità di Jessica fa vibrare. L’amore per la musica è del tipo più alto, quello che si traduce in cultura; sedimentata con gli studi, certo, ma nutrita a suon di dischi di ogni epoca mangiati e veicolati con la propria voce, disseminata in molteplici e multiformi espressioni musicali.
Sin dalla prima indie rock band fondata nel 2006, i Madways, ho sempre spaziato tra generi e diversi modi di interpretare la musica. Come succede semplicemente suonando, si entra in contatto con musicisti sempre nuovi e la contaminazione è una naturale bellissima conseguenza. Super Disco Bros, Jessy’s Games, Blu Elettrica… Gruppi, anche di cover, che sono stati e sono tuttora, pausa-covid permettendo, ciò che mi ha portato a fare di ciò che amo il mio lavoro. Da un paio d’anni però, ho iniziato un percorso di ricerca sulla mia voce e più in generale sulla mia espressione. Passando per un’esperienza teatrale con la commedia “Lisistrata” di Aristofane, che mi ha veramente aperto nuovi mondi, ho trovato lo slancio per aprirmi a nuove esperienze musicali. Nel 2019, ho poi partecipato con altri artisti (tra cui un mai sopito amore di WEARE, quel Kevin Koci con cui Jessica ci sussurra di una possibile futura collaborazione da lustrarsi le orecchie…ndr) a Woodstock Wave 50, giorni di splendida crescita e commistione artistica, incasinati, ma stupendi. Un workshop con alcuni tra i migliori professionisti del settore, la consapevolezza definitiva che è giunta l’ora di uscire in prima persona, come solista.
Un’ebollizione in arrivo raccontata guardando i propri passi con consapevolezza e soddisfazione, ma con una voglia viscerale che neanche un’intervista inevitabilmente distanziata può nascondere: ogni sillaba pronunciata da Jessica emana impellenza espressiva, contenuti interiori che stanno finalmente per compiersi e prendere vita tra le giuste note.
Fedele al proprio spirito libero e sfaccettato, però, la biondissima armata di microfono non si è fatta mancare nel frattempo un fuori pista, in un progetto al di fuori dei classici binari dell’industria musicale. Unendosi a musicisti provenienti da ogni angolo d’Italia, ha contribuito a dar vita itinerante ad un gipsy/folk tour che ha fatto vibrare gli acciottolati di tutta la Penisola: l’Orchestra Bohémien, in strada nella pausa dalla reclusione risalente all’estate appena trascorsa e, ce lo auguriamo nel profondo, di nuovo il più presto possibile.

…E pensare che, la sera della jam session in cui ho conosciuto alcuni dei miei futuri compagni d’orchestra, non dovevo neanche uscir… Meno male che sono uscita! Ho avuto così la possibilità di entrare in un modo di fare musica completamente nuovo, stupendo. Zero schemi, ma soprattutto un contatto con chi ti ascolta continuo, diretto, senza scalini o palchi a separare. Si assorbono tutte le emozioni senza filtri, si fa musica condividendo tutto, ovunque. Un arricchimento che voglio sicuramente far proseguire.
Scintille di arte musicale disseminate in forme che non si pongono confini, ma il mirino oggi non fa che tornare a puntare la registrazione dei propri inediti come il primo obiettivo da divorare, non appena si potrà liberamente tornare a registrare ed a vivere la musica a 360°.
La curiosità è a questo punto inevitabile: in quale veste musicale si vede Jessica Douglas?
«Soul e R&B sono i generi che più mi appartengono, in cui mi sento più a mio agio; ma la contaminazione fa parte di me, sono alla costante ricerca della costruzione del mio suono giusto. Comunque ormai manca poco… Seguendomi sui miei social troverete molto presto belle novità!»
Non si sbottona troppo Jessica, ma ci piace così: la buona musica, quando decide di parlare ed illuminare, lo fa senza bisogno di auto-descrizione, lo fa naturalmente. Un po’ come la luce che trova spazio tra la nebbia, quando le scintille sono ormai incendio.

di ALESSIO FRANCI

IG: @black_jessy_

ALESSIO FRANCI

Innamorato di ogni applicazione del linguaggio, dipendente dal bello e dal buono. Osservo, rifletto, pungo, vivo. Mi muovo per il mondo senza filtri e senza la pretesa di trainarlo, col solo obiettivo di interpretarlo ed apprezzarne le armonie e le sfumature.

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