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Ripartire da sé

È facile intuire che in quei momenti i capelli non sono il punto, ma il modo e che quello che serve è trovare una forma che tenga insieme ciò che è stato con ciò che sta iniziando

Prima di toccare i capelli, ascolto. È lì che inizia davvero il mio lavoro.
Oggi parliamo di quando si riparte da sé.
Ci sono momenti in cui le persone entrano in salone e capisci subito che non è una giornata come le altre, non per quello che dicono, ma per come lo dicono.
A volte arrivano dopo qualcosa che si è rotto, altre dopo qualcosa che si è chiuso, altre ancora dopo qualcosa che, finalmente, è passato. Non sempre ci sono parole precise, spesso c’è una richiesta semplice: “Tagliamo.”
È facile intuire che in quei momenti i capelli non sono il punto, ma il modo e che quello che serve è trovare una forma che tenga insieme ciò che è stato con ciò che sta iniziando.
Non servono grandi cambiamenti, non serve stravolgere, perché ripartire non è cancellare qualcosa, ma piuttosto fare spazio a qualcosa o qualcuno di nuovo o anche semplicemente a sé stessi.
Nel mio lavoro lo vedo spesso il momento in cui una persona si guarda allo specchio e si riconosce di nuovo, non diversa, ma più vicina a sé.
I segni di ciò che è stato, del passato restano, non per fermarci, ma per ricordarci che siamo passati da lì. E a volte, ripartire da sé, inizia proprio da tutto questo.

A cura di Thomas Fabbri
IG: @thomas_by_egidioborri
FB: Atelier Egidio Borri Arezzo di Thomas Fabbri & Co.

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