Il sentiero verso casa

In un periodo storico in cui il proprio spazio vitale e i ritmi rallentati sono stati protagonisti delle nostre vite, Laura Bondi e Claudia Buttignol hanno trovato le parole per scrivere “Il sentiero verso casa”, un dialogo tra due professioniste per aiutarci a “tornare a casa”.
Il libro è il risultato di un confronto tra due generazioni con differenti background, conosciute durante una seduta di meditazione: Laura, una ex bancaria aretina oggi psicoterapeuta e Claudia, giovane psicologa criminologa trevigiana.
Oggi si sente molto parlare di mindfulness e di pratiche di meditazione. Quanto questa è parte integrante del libro e cosa rappresenta per voi?
«Ci piace pensare che la consapevolezza, filo rosso che accomuna mindfulness e meditazione, sia parte necessaria nella vita di tutti i giorni per mettersi in ascolto del nostro sentire e accettarlo. La meditazione è sicuramente la prima relazione necessaria alla crescita di ognuno, quella verso se stessi. Nel libro approfondiamo le sottili sfaccettature del concetto di consapevolezza.»
Com’è nata l’idea di scrivere un libro?
«Prima di tutto ci sono state la spontaneità e la voglia di condividere assieme argomenti quali lo scopo di una psicoterapia, il concetto di attaccamento e tutti quei piccoli spunti che nascevano durante “gli incontri del mercoledì mattina”. La creazione del libro è arrivata dopo e in modo spontaneo: l’intesa di uno sguardo e la leggerezza dell’ironia “a quando il libro?”.»
Il libro comincia con la favola di Clementina: come mai la scelta di una favola e chi è Clementina?
«Clementina rappresenta il vissuto emotivo del lockdown e l’ancora di salvezza che ha rappresentato per lei respirare. Il libro è divulgativo ed è rivolto a tutti quelli che hanno voglia di fare un viaggio al loro interno. Non ha pretese scientifiche ma vuole, con un linguaggio semplice, far riflettere in modo leggero e scorrevole. È leggibile anche al mare sotto l’ombrellone in ascolto del fluire delle onde. Il libro è acquistabile su Amazon.»
Perché avete scelto questo titolo?
«Perché rimanda in modo semplice alla sensazione di pace che si ha quando si torna a casa nostra, nel nostro mondo. Rimanda all’idea del focolare come fonte di colore ma anche come luce interiore. È una metafora semplice e immediata del movimento pulsatorio che facciamo al nostro interno quando siamo con noi, quando diciamo “oggi non ci sono per nessuno, oggi sto con me”.»

di GIULIA MIGLIORI

laurabondi.it
ilsentieroversocasa@gmail.com
FB: Laura Bondi – Psicologa Psicoterapeuta
IG: @claudia_buttignol

GIULIA MIGLIORI

Architetto per lavoro, pigra per passione. Mi piacciono i carboidrati, il vino e complicare le cose semplici. Amo l’inverno, il vintage e il libro sul comodino. La signora in giallo è il mio programma tv preferito. Mi annoio facilmente, mi appassiono a tutto e mi contraddico spesso.

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