Semplice Libertà
WEARE #20 è in città

Una delle cose che adoro di più in assoluto è uscire, la domenica mattina. Cane al guinzaglio, abbigliamento comodissimo, occhiale da sole scuro, ancora in hangover, faccio una camminata tra le case, smaltendo cene e bevute del weekend e regalandomi una mezz’ora di puro cazzeggio; mente libera (ancora non sono entrata in paranoia, come mi succede in serata, pensando all’imminente inizio della settimana), mi piace perdermi tra gli odori dei pranzi che prepotenti escono in strada, passando dalle finestre aperte. Si percepisce benissimo che si tratta di roba cotta in forno, che nitidamente apre una crepa oltre quei muri, quelle finestre, dentro a quelle case, lasciando intravedere una tavolata di parenti che chiacchierano e mangiano; qualcuno se la ride, qualcuno discute sulle notizie che passano in tv, mentre c’è chi stappa quella bottiglia di vino che aveva tenuto li pronta da un po’, per un’occasione speciale. È un momento magico per me, quasi come la golden hour del venerdì sera, con lo spritz in mano, che ti coccola verso il fine settimana.

Scene di comune vita quotidiana, di semplice libertà, anche se “semplice” è un aggettivo da dosare con cautela, visto quanto tutto questo semplice modo di vivere, tutte queste semplici cose ci siano mancate come l’aria, incanalata per più di due anni in bavagli protettivi, impossibile da respirare a pieni polmoni… Ritrovare la “semplice” libertà della vita quotidiana è una cosa che questa estate ci godremo alla grande, grazie ai tanti concerti, eventi, spettacoli, che ci faranno fischiare le orecchie (per fortuna!) fino a settembre. Permettendoci di tornare a dare per scontato stare seduti sull’erba a guardare un concerto, birra ghiacciata in mano, vicini ad avventurieri più o meno conosciuti che, come noi, cantano a squarciagola le canzoni del cuore.

Il tempo del silenzio è finito, bentornato casino, bentornate uscite, con lunghe notti annesse, condite da cantanti e band preferite da vedere dal vivo.
Non a caso abbiamo dedicato al Men/Go un bello spazio in questo numero, perché torna forte e a tutto volume al Prato, con l’edizione della manifestazione che ci piace, quella che ci farà stare svegli cinque notti, in piedi sotto le stelle e le luci di un palco per troppo tempo rimasto vuoto. Un settore messo in ginocchio che in questa nuova stagione si riprenderà tutto il suo spazio vitale, urlandolo al mondo da un microfono e regalandoci divertimento, passoni in scena, vita vera.
Un fermento incapace di arrestarsi, una necessità di riemergere impossibile da nascondere; la voglia che avevamo di riprenderci la città esplode in ogni vicolo, dentro ad ogni locale e ci ritroviamo sottopalco a pogare come se fosse di nuovo la prima volta, strana e bellissima.
Se volete definitela semplice libertà!

editoriale di MELISSA FRULLONI

MELISSA FRULLONI

Vegetariana militante. Animalista convinta.
Femminista in prova. Cresciuta con il poster di Jim Morrison appeso alla parete.
Romanticamente (troppo) sensibile e amante della musica vintage.
Una laurea in giornalismo, un cane, 30 anni, mille idee e (a giorni alterni) la sensazione di poter fare qualsiasi cosa…

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