Il campus universitario di Arezzo sta vivendo una fase di forte crescita, con un’offerta formativa sempre più ampia e un ruolo sempre più centrale nella vita della città. Un cambiamento importante, non solo per attirare nuove matricole, ma anche per permettere agli aretini di restare in città senza doversi trasferire o affrontare lunghi spostamenti quotidiani per studiare ciò che più li appassiona.
Ne abbiamo parlato con la delegata del Rettore dell’Università di Siena (presidente del Comitato di gestione del campus di Arezzo), Simona Micali, per capire cosa sta cambiando, come si vive il campus oggi e quali opportunità si stanno aprendo per gli studenti.
“Arezzo è un luogo che dà soddisfazione, perché di anno in anno gli studenti crescono, migliorano, aumentano.” Spiega Micali: “Un momento molto bello è stato la riapertura della palazzina del campus, quando sono finiti i lavori, oppure quando siamo riusciti ad aprire il Dipartimento di Scienze della Formazione Primaria perché ha coinvolto più dipartimenti; è stato il risultato di un lavoro collettivo e di squadra perché è un corso di studi interdisciplinare che coinvolge colleghi di Matematica, Scienze, Lettere. E un’altra soddisfazione è stata quando alla fine dell’anno, ci siamo accorti che una matricola su quattro dell’Università di Siena è iscritta ad Arezzo, non siamo più solo una sede distaccata, stiamo diventando una colonna portante.”
Arezzo sta diventando sempre più una città universitaria e molti studenti sono anche fuori sede. Per la città si apre ora una bella opportunità di crescita: reinventarsi come centro universitario significa valorizzare e costruire nuovi spazi, servizi e strutture accanto al campus. L’obiettivo è chiaro: tenere giovane la città, offrire agli studenti spazi accoglienti e opportunità e trasformare Arezzo in un vero polo universitario capace di attrarre e trattenere i giovani.
Ma il campus non è solo studio. Grande attenzione è rivolta anche al benessere degli studenti e delle studentesse, in particolare a quello psicologico ed emotivo. Tra le iniziative più partecipate e amate, c’è il Festival della Salute Mentale, che quest’anno arriverà alla sua terza edizione, realizzato in collaborazione con associazioni cittadine, realtà sportive, il Comune e la ASL. Accanto agli eventi aperti alla città, vengono organizzate anche attività pensate appositamente per gli studenti, con appuntamenti previsti già a partire dalla metà di marzo. Un’iniziativa organizzata tutti gli anni è dedicata alla Giornata dei Disturbi Alimentari in cui, la mattina si affronta la questione dal punto di vista sanitario e psicologico con esperti, terapeuti e professori, e a fine giornata, partecipano anche gli alunni e le alunne del Liceo Artistico Piero della Francesca, organizzando dei flash mob o degli spettacoli, e in quest’occasione, due generazioni, con pochi anni di differenza, si incontrano e comunicano su un tema così importante e così delicato. In fondo sono anche questi momenti di condivisione che ci rappresentano come territorio ed è importante non solo parteciparvi, ma farne parte. Dovremmo dare ai nostri studenti la possibilità di far parte di qualcosa di più grande, di non porsi alcun limite e creare un punto di scambio culturale tra poli universitari che ci faccia crescere tutti insieme, come una vera squadra.
Come dicevano i Latini, “Scientia potentia est” – la conoscenza è potere – e qui ad Arezzo quel potere viene messo nelle mani di chi sceglie di restare, imparare e sognare.
di FRANCESCA CARRARA
campusarezzo.unisi.it
FB: Università di Siena – Campus di Arezzo
IG: @unisienaarezzo
Tosco-siciliana, laureata in Lettere Moderne, amante di Cesare Pavese, degli scrittori scorbutici e delle pagine che non ti lasciano andare. Vivo con un libro in una mano e una penna nell’altra – se in riva in una spiaggia, meglio ancora. Ho casa piena di libri da leggere e di diari da scrivere, ma soprattutto ho una vita piena di storie da raccontare.



















