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I Musici di Arezzo
Sfumature, ritmi, e marce che vengono scanditi dai tamburi e dalle chiarine del Gruppo Musici "William Monci" di Arezzo

Io vidi già cavalier muover campo, e cominciar stormo a far lor mostra, e tal volta partir per loro scampo; corridor vidi per la terra vostra, o Aretini, e vidi gir gualdane, fedir torneamenti e correr giostra; quando con trombe, e quando con campane, con tamburi e con cenni di castella, e con cose nostrali e con istrane”.
Era il 1260 quando Dante Alighieri nel ventiduesimo canto dell’inferno cita un torneo cavalleresco in Piazza Grande ad Arezzo. Da allora ci sono sempre state testimonianze di questo evento che si teneva nella città toscana, fino al 1931, quando tale torneo, fatto di cavalieri, lance, ed investiture, prendeva il nome di Giostra del Saracino.
È da 90 anni che questa manifestazione storica porta a sé non solo gli aretini appartenenti o meno ai colori dei quartieri, ma anche turisti che rimangono affascinati e stregati dall’aria che si respira durante la settimana di Giostra. A rendere tutto ancora più incredibile e suggestivo è l’accompagnamento che quartieri e figuranti hanno intorno: sfumature, ritmi, e marce che vengono scanditi dai tamburi e dalle chiarine del Gruppo Musici “William Monci” di Arezzo.
Ad aprirmi le porte della loro sede sono Mauro Nappini, presidente del gruppo, e Fabio Caneschi, chiarina ormai storica dei Musici. Tra riconoscimenti, foto di gruppo, cappelli e vesti messi ben in ordine, mi faccio raccontare da Nappini la storia di questo gruppo così importante e prestigioso per la nostra città: “La brillante idea di dar vita a questo gruppo viene dalla mente dell’estroso William Monci, tamburino e trombettiere, presente sin dalla prima Giostra. Nel secondo dopo guerra, dal ’48 in poi, ripresa l’attività giostresca, il Monci, insieme ad altri maestri porta avanti la parte musicale della manifestazione. Essendo una mente avanti alle altre, William capisce la necessità di creare un gruppo di musici, al li là dei colori dei quartieri. Sarà proprio dai quartieri che attingerà i musici e formerà il primo gruppo chiamato “San Donato” (precedente a quello attuale), con il quale parteciperà ad altre manifestazioni fuori dalla città.
Il gruppo nasce però stabilmente solo nel 1955, quando sarà riconosciuto dalla Giostra. Il Gruppo Musici prende dal quel momento maggiore considerazione, si formano gli organi e arrivano i costumi con l’insegna del comune.
Il gruppo conta ad oggi 180 membri tra soci attivi e sostenitori; i soci attivi, ossia coloro che suonano uno strumento, sono ben 75! Alla base di tutto c’è il rispetto e l’amicizia, oltre ad un amore e passione sfegati per la Giostra del Saracino: “L’importante è non perdere mai di vista lo scopo finale, che è quello di fare gruppo. Organizziamo cene e giornate di incontro per conoscerci meglio e creare un clima sereno e di affiatamento, come se fossimo una famiglia. È difficile in una realtà così grande cooperare, ma per ora ci stiamo riuscendo e speriamo di andare sempre in questa direzione.” Continua Nappini.

Far parte dei Musici significa anche togliersi il foulard con i propri colori ed indossare la divisa del gruppo. Ognuno di loro è anche un quartierista, ma quando si suona la fede per il proprio quartiere passa in secondo piano.
Fabio Caneschi mi aiuta a capire meglio le emozioni che si vivono all’interno del gruppo; me lo racconta in veste di chiarina stoica e insegnante per le nuove leve, ma anche come grande amante della Giostra. È nel gruppo dal 2008 e da allora non ha mai saltato un Saracino.
Inizialmente suonava come sassofonista nella filarmonica di Subbiano, poi si è avvicinato ai Musici ed è stato amore a prima vista.
Ho passato con lui la giornata della bollatura durante l’ultima Giostra, potendo capire e toccare con mano l’affiatamento di questo storico gruppo aretino. Entrare in piazza, per Fabio e per gli altri è un’emozione indescrivibile, adrenalina pura, possibilità di vivere e godere della Giostra fino in fondo, al di là del quartiere. E anche io, amalgamandomi con loro, in questa giornata mi sono sentita come circondata da fratelli maggiori che volevano solo che mi sentissi inclusa, accettata, a mio agio, come si fa in una vera e propria famiglia.
Affiancarli e fotografarli è stato qualcosa mai provato prima e vivere la giostra da dentro è stato meravigliosamente paralizzante. Di questo sarò sempre grata sia al presidente, che a tutto il gruppo che mi ha accolta davvero come una di loro.
I Musici sono gloria ed orgoglio per Arezzo e la loro presenza alla Giostra non fa altro che dare ancora più valore al celebre detto aretino: “Al Palio vacce te!”

Testo e foto CHEYENNE MARIOTTI

gruppomusici.it
IG: @gruppomusici_arezzo
FB: Gruppo Musici “William Monci” – Giostra del Saracino Arezzo

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CHEYENNE MARIOTTI

Aspirante fotografa professionista, divoratrice di libri e tiramisù, zia all day all night long. Cheyenne Mariotti, classe ’91 è un mix di colore ed emozioni. Futura dottoressa in lingue e futura mamma, ha paura solo della panna nella carbonara.

 

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