Ben ritrovato, EGO!

Ritrovarsi non solo come titolo del nuovo EP, ma anche e soprattutto come concetto trainante quanto mai attuale, di cui tornare a godere nel proprio quotidiano. Ritrovarsi con gli altri, da buoni animali sociali per lungo tempo in letargo forzato. Ritrovarsi nell’intimo delle proprie emozioni e riconoscerle, viverle. C’è tutto questo e molto di più nella recente uscita discografica di EGO, così come nell’agognata bevuta che accompagna la nostra chiacchierata che trasuda voglia di ricominciare a far parlare la musica.
Personalmente, ho vissuto questo periodo assurdo come un’opportunità per scavarmi dentro senza interferenze, continuando un processo che in realtà avevo già cominciato prima, al termine della sbornia del mio disco precedente, ‘Saette’. Troppo caos intorno, quindi ero già pronto forse, in un personale pre-lockdown.
Quando parla della musica e del suo approccio ad essa l’artista aretino non è solo, si vede chiaramente il demone che lo guida e lo abita ergersi sulle sue spalle ed infuocargli le parole: è chiara la smania di riprendere totalmente le briglie della propria produzione musicale, alla ricerca di suoni contaminati giocoforza dalla propria storia multiforme, ma puri nella ricerca della qualità. Perché i testi squarcianti ed evocativi sono centrali nella musica di EGO, certo, ma guai a non vestirli con note di degna foggia.
Ho avuto modo di riprovare il piacere di comporre partendo semplicemente, solo, con uno strumento in mano. Con il completo controllo creativo, anche se mai pienamente di me stesso, ho potuto giocare con i miei ascolti più disparati e riversarli nelle tracce, a volte anche solo cercando il puro divertimento di una melodia da poter cantare intorno ad un fuoco con le persone giuste, ritrovate. Le canzoni che compongono ‘Ritrovarsi’ erano in cantiere da un po’, ma hanno trovato la quadra durante il lockdown vero e proprio. Incredibile e quasi terrorizzante come testi scritti prima abbiano trovato compimento in musica proprio in un momento estremamente calzante per le immagini malinconiche, a tratti solitarie, di cui parlano. Le mie strofe sono sempre state un po’ nostalgiche in effetti, anche se in questi testi c’è un guardarsi dentro e indietro più per la voglia di farlo, per rivivere e desiderare di nuovo i propri momenti felici, che intristendosi della loro mancanza. Il bello di fare musica poi, è anche sentire come ciò che scrivi possa suscitare in diverse persone le cose più disparate, anche lontanissime da quelle che avevi pensato; ancora più bello è che poi, in fondo, queste emozioni diverse sono tutte, per così dire, giuste.
Brani ancora bollenti in tasca, non appena avuto il via libera da decreto EGO ha subito radunato la sua Crew tra le mura amiche del Rooftop Studio di Arezzo. Debitamente protetti e mascherati, i ragazzi hanno confezionato e registrato, proseguendo con l’approccio home-made che ha dato vita all’EP, “Amsterdam”, “Libera” e “Sopra la città”.

Il desiderio di imbracciare di nuovo strumenti e microfono emerge netto dalle casse: le tre introspezioni con apertura sul mondo, urban e non solo, di Diego trovano il perfetto binario nelle musiche di Filippo Milanesi (chitarra) e Lorenzo Nocentini (batteria), in splendida forma e poliedrici nel variare arrangiamenti. Si passa così da trascinanti attacchi di chitarra acustica da cerchio magico ad atmosfere che sfiorano quasi i Television, il tutto costantemente al servizio dell’inconfondibile vocione trapassante di EGO che si racconta e ci racconta con anima nuda. Il cantato è sempre più presente a sottolineare la scrittura, a testimonianza di un percorso che dalla discografia del cantante emerge con chiarezza: da old school rapper a cantautorapper i passi sono lunghi e decisi. “Ho un passato e gusti musicali troppo vari per vincolarmi ad un’etichetta, per ripetermi. Poi, sinceramente, il gioco del duro e puro non mi ha mai conquistato più di tanto. Sono convinto che conti la qualità e lo spirito con cui componi qualcosa, a prescindere dall’inquadramento in questo o quel genere. Lo dimostra il rispetto che, da musicista e anche addetto ai lavori, vedo esserci tra realtà artistiche anche molto diverse tra loro, ma che hanno in comune la missione della musica per fame, non per fama.” Data la tendenza al mutamento musicale, inutile chiedere cosa aspettarci dai prossimi lavori… “Dipende chi sarò nel momento in cui tornerò in studio! In testa ho tante idee, da qualcosa più basato sulle percussioni, alzando i BPM, rispolverando anche tematiche più street…Di sicuro la parte cantautorale non l’abbandonerò, poi vedremo cosa verrà fuori dal mio conflitto costante…L’unico punto fermo sarà la ricerca della libertà nel riprenderci la nostra normalità di musicisti. Citando il ritornello di ‘Libera’: “Vai, libera. Fra tutti i miei pensieri, resti sempre qua. Per adesso non basta, ho incendiato la stanza, bruciato ogni distanza e scordato ogni città”.

di ALESSIO FRANCI

Photo Jacopo Bille
EP di Diego Nicchi e Filippo Milanesi
IG: @ego_ufficiale

ALESSIO FRANCI

Innamorato di ogni applicazione del linguaggio, dipendente dal bello e dal buono. Osservo, rifletto, pungo, vivo. Da 27 anni mi muovo per il mondo senza filtri e senza la pretesa di trainarlo, col solo obiettivo di interpretarlo ed apprezzarne le armonie e le sfumature.

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