Non è soltanto un’Organizzazione di Volontariato e non è soltanto un festival, ma uno spazio di incontro e condivisione che si sviluppa attorno ad un modo diverso di intendere il rapporto con il cibo e l’ambiente. Organizzato da un collettivo vegano, Muschio Fest porta al centro del dibattito la cultura vegan attraverso cucina, incontri e cultura, trasformando la scelta individuale in un’occasione di partecipazione collettiva. Sia l’associazione che l’evento raccontano una comunità in movimento, proponendo al pubblico un’esperienza che va oltre la tavola e che invita ad interrogarsi sul proprio stile di vita e sulle possibili alternative. Per conoscere più da vicino questa realtà WEARE ha incontrato Michele Giglini, una delle menti che animano il collettivo.
Come e quando è nata l’idea di Muschio Fest?
«Muschio Fest nasce nel 2024, in maniera piuttosto rocambolesca, dall’idea di tre attivisti che – a causa di una serie di fortunate coincidenze – si sono ritrovati a voler promuovere contenuti e tematiche legati all’anti specismo. L’intento era quello di creare un contenitore che potesse racchiudere diverse esperienze. E così, nel mese di luglio 2024, ha visto la luce la prima edizione di Muschio Fest, frutto di tre settimane di fuoco passate a costruire contatti, organizzare e allestire. Nonostante qualche dubbio iniziale, l’affluenza fu assai maggiore rispetto alle aspettative e il festival è riuscito sin da subito a coinvolgere tantissime persone, anche da diverse parti d’Italia. Quando mi capita di riguardare la foto di chiusura della prima edizione, penso che eravamo stanchissimi, ma anche felici e sicuri di aver gettato un seme importante.»
Come definire l’identità del vostro collettivo e in che modo le singole personalità arricchiscono il progetto?
«La nostra associazione, Muschio OdV, nasce nel 2025, in concomitanza con la seconda edizione del festival e all’interno di essa convivono tante personalità diverse, ciascuna delle quali arricchisce il collettivo con le proprie conoscenze e competenze. Siamo suddivisi in gruppi di lavoro che ogni mese organizzano piccoli eventi, sia per garantire una presenza costante e continua sul territorio, sia per prepararci (e prepararvi!) al festival vero e proprio. Inoltre, ci capita spesso di organizzare incontri assieme ai nostri amici di “Lo Scudo di Pan”, siamo presenti con banchetti informativi a festival ed eventi, proponiamo interventi dedicati all’anti-specismo ed organizziamo presidi e manifestazioni, come quello contro il Decreto Legge Caccia dello scorso agosto.»
Cosa potete raccontarci della passata edizione di Muschio Fest?
«L’ultima edizione di Muschio Fest – svoltasi il 19 e 20 settembre – ha rappresentato un notevole balzo in avanti nel percorso della nostra associazione. Posso dire che per la prima volta Muschio Fest è stato un vero e proprio festival, con un palinsesto estremamente variegato che ha visto alternarsi speech tenuti da esperti di alimentazione, benessere e sport, ad altri momenti partecipatissimi come workshop di cucina, incontri di benessere, mostre d’arte e proiezioni. Inoltre, è stato creato uno spazio anche per i più piccoli, con varie attività, fra cui proiezioni e sessioni di Yoga, per avvicinare i bambini alle tematiche dell’universo vegan. Durante il festival ha preso vita una vera e propria piazza delle associazioni, nella quale i visitatori hanno potuto confrontarsi con gli attivisti di diverse realtà e condividere con loro dubbi, progetti e opportunità. Accanto a questa è stata organizzata una zona ristoro, nella quale numerosi produttori hanno potuto far scoprire un modo completamente nuovo di vivere l’alimentazione, attraverso prelibatezze esclusivamente plant based.»
Come riuscite a creare un ambiente inclusivo che possa accogliere sia chi è già vegano sia chi si avvicina a questo mondo per la prima volta?
«Partiamo dal presupposto che il nostro messaggio non ha confini e che vogliamo rivolgerci proprio alle persone che ancora non hanno scelto un’alimentazione esclusivamente vegetale, creando con loro un confronto sempre aperto, rispettoso e privo di forzature. Da sempre portiamo avanti il tema dell’anti-specismo, con l’obiettivo di create situazioni di partecipazione e confronto che possano spingere le persone a guardare il mondo da una diversa prospettiva e a compiere scelte più rispettose e consapevoli. I pregiudizi spesso nascono da ciò che non conosciamo, quindi direi che basta partecipare ad un festival come il nostro per capire che dietro alla cultura vegan non ci sono solo persone che mangiano erba!»
Quali sono i prossimi passi o i sogni nel cassetto per il futuro del vostro collettivo?
«Ripresi dalle fatiche del festival, ripartiamo immediatamente a tutto gas! Abbiamo già in programma diverse attività (corsi di cucina, escursioni, proiezioni) e il 2027 sarà un anno importantissimo per l’associazione e per festival. Forti del nostro impegno e delle nostre potenzialità, siamo proiettati nel diventare in breve tempo una delle associazioni di riferimento della nostra provincia per la sensibilizzazione antispecista. Prima di tutto, però, organizzeremo una bella cena vegan aperta a tutti per brindare alla meritata riuscita del festival!»
di AGNESE ANDREONI
IG: @muschio_fest
FB: Muschio Fest
muschiofest.org



















