“Questo anno c’è un mix interessante tra attualità, celebrazione musicale e proposte alternative. L’intento è rendere il Mengo sempre più un festival a cui venire dall’apertura dei cancelli e questa sarà la prima edizione in cui ci sarà un secondo palco…” – Paco Mengozzi
Che momento rappresenta questo 2026 lungo la storia di un festival ormai adulto come il Mengo?
«Questo è un anno dove ci siamo presi un po’ di libertà. Forti dello slancio dato dal successo delle ultime edizioni, per questo ventiduesimo Mengo Fest ci siamo guardati negli occhi e detti: andiamo a ruota libera! L’idea di base è stata creare uno spazio di scelte artistiche per certi versi anche particolari, controcorrente; di certo, guidate dal gusto e dalla voglia di proporre qualcosa di unico, godendoci anche l’imprevisto.»
Un palco che, raggiunta una certa importanza, si propone di dire qualcosa, non solo di riportarla o raccontarla amplificandola…
«Precisamente: si tratta proprio di prendere una posizione musicale. In un’annata magari meno ricca di scelte sulla carta facilmente vincenti, il fatto che ormai il palco del Mengo sia presente stabilmente sulle mappe musicali nazionali ci ha dato la forza e la voglia di riempirlo con progetti la cui qualità non è così frequentemente accessibile, guardandoci intorno. Scorrendo il cartellone, c’è un mix interessante ed equilibrato tra attualità, celebrazione musicale e proposte alternative di punta, anche internazionali. Ci sono state, poi, ancora maggiore ricerca ed ancora maggiore attenzione rivolte ai cosiddetti “opening”, non solo nella selezione, ma anche poi nella comunicazione, pensata singolarmente per ognuno degli artisti che si susseguiranno sul palco. L’intento è rendere il Mengo sempre più un festival a cui venire dall’apertura dei cancelli per soddisfare la propria sete di scoperte musicali, a prescindere dal nome che illuminerà poi il culmine della serata. In tal senso, questa ventiduesima edizione sarà anche la prima in cui ci sarà un secondo palco, con esibizioni ed eventi che si alterneranno al main stage…»
Novità in arrivo quindi…
«Sì, e questa è solo la prima, finalmente realizzata, delle idee di espansione possibili partendo da una creatura ormai solida, che può e vuole radicarsi concretamente nella città in cui è nata. Negli ultimi anni abbiamo visto e dimostrato, non solo nella nostra realtà, ma anche in tante altre associazioni sorte nel territorio, che di legna nel camino ce n’è tanta e di ottima fattura, tanto da dimostrare che Arezzo è una città con tutte le carte in regola ed il materiale umano adatto per diventare, non solo per una settimana all’anno, un vero e proprio polo musicale.»
A chiunque prenda istituzionalmente in mano i fiammiferi adesso, non resta che alimentare ed unire fuochi sparsi che, già solo con le loro forze, sono riusciti ad ergersi e riscaldare una città che è ora musicalmente e culturalmente pronta ad infiammarsi!
“Il Mengo Fest c’è e ci sarà: non abbiamo ancora finito di sognare…”
Musicomane innamorato di ogni applicazione del linguaggio. Cerco storie e suoni che mi facciano vibrare tanto ad ascoltarle, quanto a raccontarle. Osservo, rifletto, percuoto, vivo. Mi muovo per il mondo senza filtri e senza la pretesa di trainarlo, col solo obiettivo di conoscerne ed apprezzarne le sfumature più o meno armoniche.


















