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Permettiamo ai bambini di desiderare!

Tip: La mancanza è uno spazio necessario per crescere

Viviamo in un tempo in cui ai bambini viene spesso offerto tutto e subito: giochi, attività, stimoli, risposte immediate. Gli adulti, mossi dall’amore e dal desiderio di protezione, anticipano bisogni e cercano di evitare ogni frustrazione. Eppure, proprio in questo “tutto”, il desiderio rischia di scomparire.
Parlare di desiderio oggi è fondamentale, perché non è un capriccio né un lusso, ma una funzione vitale dello sviluppo. Il desiderio nasce dalla mancanza, dallo spazio tra ciò che c’è e ciò che ancora non c’è: è attesa, immaginazione, tensione verso qualcosa. Proprio perché richiede tempo, può essere pensato e trasformato, diventando motore di crescita.
Permettere a un bambino di desiderare significa offrirgli la possibilità di costruire un mondo interno ricco, sviluppare autonomia emotiva, imparare ad aspettare e tollerare la frustrazione. Un bambino che desidera non è infelice: sta imparando a stare nella vita. La frustrazione, se accompagnata da una presenza affettiva, non è traumatica ma strutturante.
Qui entra in gioco il ruolo dell’adulto, forse il più complesso: non eliminare ogni mancanza, ma sostenere il bambino dentro la mancanza. Non anticipare tutto, non rispondere sempre subito, non riempire ogni vuoto. Dire “non ora” o “possiamo pensarci” non è una mancanza d’amore, ma un gesto educativo profondo. Amare un bambino non significa dargli tutto, ma permettergli di volere.
Nella quotidianità questo si traduce nel non comprare subito ciò che viene chiesto, nel non risolvere immediatamente ogni difficoltà o conflitto, nel lasciare spazio a soluzioni proprie. Non essere sempre disponibili, ma essere affidabili. Il desiderio cresce quando il bambino sente che l’adulto non lo abbandona, ma nemmeno si sostituisce a lui.
Molti genitori temono che così il bambino possa soffrire o sentirsi non amato. In realtà, un bambino non ha bisogno di essere sempre soddisfatto, ma di essere accompagnato anche quando qualcosa manca. È la presenza affettiva che trasforma la frustrazione in esperienza di crescita; l’assenza di limiti, al contrario, rischia di favorire la pretesa anziché il desiderio.

A cura di Elena Randellini
Pedagogista
Tel. 3475778019
IG: @bolle_di_pedagogia
bolledipedagogia1@gmail.com

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