Nella nuova sede di Tera Automation, a Bibbiena, ci sono le grandi vetrate che mettono in comunicazione gli uffici tecnici con la produzione, le finiture curate, la luce, gli spazi disegnati con attenzione, ma c’è soprattutto una sensazione meno facile da fotografare: una certa calma. Quella che Luca Fiorini, Founder e CEO dell’azienda, chiama semplicemente “pace”.
Quando sei entrato per la prima volta nella nuova sede ultimata, che cosa hai pensato?
«È una domanda meno semplice di quanto sembri, perché in quell’edificio sono entrato quasi tutti i giorni durante i lavori. È un po’ come vedere crescere un bambino: standogli accanto quotidianamente non ti accorgi di quanto stia cambiando; te ne rendi conto quando ti allontani per qualche settimana e poi lo ritrovi. L’emozione che ricordo più chiaramente risale in realtà alla prima visita, circa due anni fa, insieme al curatore fallimentare. Già allora avevo percepito le potenzialità dell’edificio, la sua bellezza e quello che avrebbe potuto trasmettere una volta recuperato.
Oggi riesco a riscoprirlo soprattutto attraverso gli occhi degli ospiti. La loro sorpresa mi aiuta a vedere ciò che per me è ormai diventato quotidiano. C’è però una cosa che continuo ad apprezzare ogni giorno, la pace che si respira dentro. L’acustica degli ambienti, in particolare della sala riunioni, crea una sensazione davvero piacevole. Su questo gli architetti hanno fatto un grande lavoro.»
Sembra un dettaglio; in realtà dice molto del modo in cui stanno cambiando i luoghi in cui lavoriamo. Perché passiamo una parte enorme delle nostre giornate dentro un’azienda e allora temperatura, aria, rumore, luce, vicinanza agli altri smettono di essere semplicemente questioni di architettura e diventano qualità della vita.
È da qui che siete partiti progettando la nuova Tera?
«Volevamo prima di tutto un luogo dove stare tutti meglio e lavorare nel modo più funzionale possibile. La sede è stata costruita intorno alle nostre attività, non il contrario. Una delle cose a cui tenevamo di più era il rapporto fra progettazione e produzione. Gli uffici tecnici hanno grandi vetrate affacciate sulle macchine perché vogliamo mantenere un contatto diretto, quasi viscerale, con ciò che realizziamo. Anche l’ufficio meccanico, quello elettrico e quello informatico sono molto vicini, praticamente dentro un unico ambiente. A volte magari c’è un po’ più di confusione, ma le informazioni viaggiano alla velocità della luce. Per noi questo conta moltissimo».
In fondo è una piccola rivoluzione dello spazio: togliere distanza, tra chi pensa e chi costruisce, tra competenze diverse, tra una scrivania e una macchina. E poi provare ad aggiungere qualcosa che per molto tempo nei luoghi di lavoro è stato considerato quasi secondario, il piacere di starci.
Quanto avete pensato alle persone che avrebbero vissuto questi spazi ogni giorno?
«Il loro benessere è stato uno dei punti di partenza e il progetto, in realtà, non è ancora arrivato alla sua forma definitiva, ma quello che le persone stanno già apprezzando moltissimo è il comfort. La temperatura, il ricambio continuo dell’aria, la sensazione di stare bene durante la giornata. C’è entusiasmo anche per la bellezza delle finiture e per alcune scelte architettoniche, ma la cosa più importante è sentire che viene percepita la qualità degli spazi vissuti ogni giorno. Era esattamente quello che volevamo».
Perché ancora il Casentino?
«Perché apparteniamo a questo territorio. Noi soci siamo nati qui, ma sarebbe riduttivo pensare che sia soltanto una scelta affettiva. Lavorando e investendo anche in altre parti d’Italia e del mondo ho avuto la possibilità di confrontare realtà molto diverse. E questo mi fa apprezzare ancora di più la qualità delle persone che troviamo qui: la preparazione, il senso di responsabilità, l’attaccamento al lavoro, la capacità di prendere a cuore quello che fanno. Io dico sempre che in Casentino ci sono dei “pozzi di petrolio”. E quei pozzi di petrolio sono le persone che lo abitano.»
La nuova sede Tera racconta una crescita che non coincide soltanto con il diventare più grandi. È un modo diverso di pensare il lavoro, dove bellezza e comfort diventano parte di qualcosa di più importante: mettere il benessere delle persone al centro.
di MELISSA FRULLONI
Tera Automation Srl
Via Palazzetto, 4, Bibbiena
tera-automation.com
FB: Tera Automation Srl
Vegetariana militante. Animalista convinta. Femminista in prova. Cresciuta con il poster di Jim Morrison appeso alla parete. Romanticamente (troppo) sensibile e amante della musica vintage. Una laurea in giornalismo, un figlio umano e uno peloso, mille idee e (a giorni alterni) la sensazione di poter fare qualsiasi cosa…


















