Ci sono storie che non hanno bisogno di essere spiegate. Si sentono. Nel modo in cui vengono raccontate, ma soprattutto nel modo in cui vengono vissute.
Queste le vibes che ci hanno travolto quando abbiamo conosciuto Lucia Bartolozzi e Matteo Lottici, ideatori del progetto Luma Lab.
Luma Lab nasce così, non da un business plan, ma da una scelta condivisa. La scelta di cucinare insieme, di trasformare una passione profonda in un progetto di vita (e di coppia), di portare il proprio modo di essere (prima ancora che di lavorare) dentro le case degli altri.
C’è chi li chiamerebbe chef a domicilio, ma quando avrete finito di leggere il nostro articolo, capirete perché questa dicitura appare riduttiva nei confronti del loro progetto.
Progetto di coppia dicevamo, sì perché Lucia e Matteo (Luma viene proprio dall’unione dei loro nomi) raccontano la loro cucina come uno spazio naturale, quotidiano, quasi inevitabile. Come se fosse sempre stato chiaro che, a un certo punto, avrebbero unito le competenze, ma soprattutto le sensibilità. Matteo ha messo in tavola la sua formazione ed esperienza di lungo corso dietro ai fornelli di vari ristoranti, anche stellati. Lucia invece ha portato estrosità, creatività e voglia di imparare e mettersi in gioco. Tutti ingredienti essenziali per fondere insieme due visioni e dar vita ad un’idea comune. D’altronde è proprio in una cucina che si sono conosciuti, prima professionalmente e poi anche sentimentalmente. Da lì sono ripartiti, portando avanti un confronto continuo tra di loro, che permette di unire due visioni in un unico piatto, completandolo.
Scordatevi ruoli fissi o gerarchie; queste ricette nascono dal rispetto, dall’ascolto e dalla fiducia reciproca: si percepisce chiaramente quanto per loro sia importante che ogni piatto nasca da una condivisione vera.
Non cercano l’effetto wow, ma il senso. Non inseguono la performance, ma la coerenza. E quando descrivono una cena a domicilio, lo fanno sempre partendo dalle persone: chi li accoglie, l’atmosfera della casa, l’occasione da celebrare. Entrare nelle case degli altri, per loro, non è mai un gesto neutro, è qualcosa che richiede presenza e attenzione. Ed è a quei tavoli che condividono storie della loro famiglia, ricette dei nonni o ascoltano quelle dei loro commensali, dimostrando che non si tratta solo di mangiare (bene), ma di sentirsi parte di qualcosa, anche solo per una sera.
“Luma Lab nasce dal desiderio di cambiare, ma ancora di più da quello di sentirsi liberi. L’idea di fare della nostra passione una professione, la voglia di dar voce ad una cucina che non è mai uguale a se stessa, ma ricerca odori e sapori di una tradizione, quella casentinese, che si respirava in casa dei nonni la domenica mattina. Uno studio attento dei nostri prodotti, la necessità di proporre solo quello che il territorio sa offrire, la raccolta delle erbe nel rispetto del bosco; fa tutto parte di noi e del nostro modo di cucinare. Una cucina che accompagna, che si inserisce con naturalezza, che lascia spazio all’emozione. Che premette di dar vita ad un’esperienza vera, nel senso di autentica.”
Lucia e Matteo non amano definire la loro cucina con etichette rigide. Preferiscono parlare di ingredienti scelti con cura, di tempo dedicato, di attenzioni. Raccontano il loro lavoro come un processo fatto di piccole decisioni quotidiane, di gesti ripetuti con la stessa intenzione, fare le cose bene, ma soprattutto farle con cuore. Quando spiegano cosa li muove davvero, torna spesso un concetto semplice, ma potentissimo: la voglia di far sentire le persone a proprio agio. Così Luma Lab smette di essere solo un servizio di chef a domicilio e diventa qualcos’altro; diventa relazione, memoria. Ed è forse proprio questo che la rende diversa; non è una cena da ricordare, ma un’esperienza da sentire, davvero.
di MELISSA FRULLONI
Tel. 342 849 8496 – 348 1420415
IG: @lumalabcuisine
lumalabdining@gmail.com
Vegetariana militante. Animalista convinta. Femminista in prova. Cresciuta con il poster di Jim Morrison appeso alla parete. Romanticamente (troppo) sensibile e amante della musica vintage. Una laurea in giornalismo, un figlio umano e uno peloso, mille idee e (a giorni alterni) la sensazione di poter fare qualsiasi cosa…




















