Fuga dal tattoo business

Il ritorno all’essenza di inchiostro, aghi e pelle, in fuga dal tattoo business. Questa è la spinta, la ventata interiore che ha portato un anno fa alla nascita di Obsolete Tattoo Studio, bottega di tatuaggi affacciata sui primi metri di via Trento e Trieste ad Arezzo.
Sprofondati nella pelle vintage del mega-divano su cui clienti di ogni tipo umano trepidano in attesa del loro pezzo unico, sono Luca Mazzuoli e Giulia Luconi a raccontarci come si sono approcciati alla loro nuova e più importante avventura: navigati artisti della macchinetta, anime costituenti dello studio e soprattutto portatori più o meno sani della ventata descritta poco fa, un desiderio di (ri)scoprire la propria dimensione che li ha portati sin qui.
C’era una voglia condivisa di uno studio completamente nostro, che riportasse al centro la nostra passione per la qualità del tatuaggio creando un ambiente in cui non si marchia semplicemente con uno stampino vendendo a profusione un prodotto, ma si cerca di dare un’esperienza. Accoglienza, attenzione e giusto clima familiare, magari anche a scapito di quantità e fatturato ma con l’obiettivo di avere sempre la testa fissa su chi si affida a noi per tatuarsi.
Le parole di Luca escono fulminee, di getto, con occhi illuminati che appartengono solo ai genitori fieri.
Lavorare con Giulia, poi, è compimento quasi inevitabile di un percorso, di una strana affinità che ci lega dagli esordi: dal diploma come tatuatori preso insieme 10 anni fa, con anche corsi di disegno condivisi in precedenza, fino ai 2 anni da vicini di postazione da El Rana Tattoo Shop che ci hanno riuniti… È stato il periodo che ha preceduto la decisione di aprire insieme Obsolete, seguendo l’esigenza comune di riprendere la gestione diretta e completa del nostro lavoro.
Un salto trasversale, da uno studio più che affermato e galoppante ad un contesto in cui il ritmo si fa volutamente più cadenzato, con spazi più ampi per i rapporti che contornano la realizzazione di un tattoo. Un salto triplo e carpiato a maggior ragione per Giulia, che El Rana l’ha visto e contribuito a far nascere. “Ero un po’ impaurita, anche in parte perché quasi tutto ciò che è nuovo mi spaventa, ma anche molto positiva, piena di voglia di cambiare. Devo dire che l’andamento del primo anno ci ha dato ragione, nonostante il periodo storico lavoriamo veramente tanto, con clienti nuovi, fissi ma anche rincontrati dopo anni! Si sta creando e sta crescendo un ambiente di appassionati al tatuaggio, che sono poi quelli che nel tempo rimarranno. Si può anche puntare solo chi si tatua per moda, ma quanto può durare? Le cugine a cui far tatuare un infinito con scritto ‘famiglia’ dopo un po’ finiscono. Molto più interessante usare il proprio vissuto per fare tatuaggi con personalità, d’impatto.

Ricerca qualitativa nell’arte del tatuaggio come faro, declinata nei vari stili che si possono trovare all’Obsolete Tattoo Studio: l’intramontabile traditional che è pane inchiostrato quotidiano per Luca, la commistione tra black & grey grafico ed ornamentale di Giulia, da sempre con la grande tecnica al servizio della sperimentazione. Da pochi giorni, inoltre, ha iniziato la propria prima esperienza in studio Gemma Focardi, giovane tatuatrice con la propensione per l’orientale. Possibilità varie, variegate ed eventuali, quindi, per trovare la giusta concretizzazione della propria idea da realizzare su pelle, a seconda del soggetto. Con la certezza di respirare, varcando la porta, la purezza dell’aria di una bottega di tatuaggi senza fronzoli e pose, creata da due persone che fanno parte di questo mondo per radicata passione, non per mungere una vacca da dividendi oggi grassa, ma chissà poi per quanto…
Tatuare è un’attività artigianale, in cui serialità e asetticità umana da clinica privata sono nemiche della connessione che si deve creare tra il tatuatore e chi si tatua; deve nascere un rapporto di vera fiducia, c’è una parte del corpo che viene affidata ad un’altra persona in modo permanente, rappresentando qualcosa! Questo non può accadere se si tatua con i numeri come pensiero primario. Noi cerchiamo invece un ritorno alle radici, gli stessi pionieri della tattoo art lo facevano addirittura come secondo lavoro, per vocazione, perfezionando la propria abilità e non il proprio conto corrente.
Fuori dalla soglia tutte le sovrastrutture, dentro la professionalità guidata dall’amore estremo per la vera essenza della tattoo art e la certezza che non si assisterà mai, in Trento e Trieste, al tentativo di record mondiale di stelline realizzate in un pomeriggio. Elementi basici ma imprescindibili, quelli che definiscono se uno studio sia o no il giusto spazio per tatuarsi. Non spazio come ambiente, mura, arredi. Spazio come ritaglio consono a quello che probabilmente è l’incontro più intimo che un essere umano può avere con se stesso.

di ALESSIO FRANCI

FB: OBSOLETE
IG: @obsolete_tattoo_studio

ALESSIO FRANCI

Innamorato di ogni applicazione del linguaggio, dipendente dal bello e dal buono. Osservo, rifletto, pungo, vivo. Mi muovo per il mondo senza filtri e senza la pretesa di trainarlo, col solo obiettivo di interpretarlo ed apprezzarne le armonie e le sfumature.

Post Correlati