Riportare il cinema nel paese e creare nuove occasioni di aggregazione. È da questa idea che nasce l’associazione culturale Quinto Quarto, un progetto che coinvolge persone con percorsi diversi e che punta a proporre eventi culturali aperti a tutti. Tra rassegne cinematografiche, talk e nuovi progetti, l’obiettivo è contribuire alla vitalità culturale di Monte San Savino. Abbiamo intervistato Rachele Biancotti per conoscere gli obbiettivi del progetto e le prospettive future.
Come nasce l’idea di fondare quest’associazione?
«L’atto è stato depositato nel luglio del 2025, ma l’idea ha una gestazione molto più lunga: risale infatti a circa due anni prima. Dopo essere tornata da Padova, la città in cui ho svolto i miei studi, ho deciso di dare forma a qualcosa che facevo abitualmente almeno due volte alla settimana: andare al cinema. Al mio ritorno al Monte mi sono resa conto che la situazione era molto cambiata rispetto ai ricordi della mia infanzia, quando il cinema era sempre aperto e rappresentava un punto di riferimento.
Naturalmente il progetto dell’associazione non si limita soltanto a questo ambito: ho voluto coinvolgere persone con percorsi molto diversi tra loro, per raccogliere il maggior numero possibile di idee e prospettive. La burocrazia ha inevitabilmente rallentato un po’ i tempi, ma nel frattempo mi ha anche dato l’opportunità di affinare e migliorare le idee.
L’associazione si chiama “Quinto Quarto” perché… suonava bene! (ride, n.d.r.). In realtà l’idea del nome mi è venuta un giorno mentre ero in macchina e pensavo alle frattaglie, considerate tradizionalmente una parte di scarto. Se però vengono trattate bene, diventano un ingrediente capace di dare grande valore a un piatto. Mi piaceva molto questa idea del non sprecare nulla, soprattutto nel tempo in cui viviamo.
Metaforicamente, il richiamo è proprio questo: non sprecare tempo né risorse e dare valore a chiunque partecipi ad un evento organizzato da noi. Come per le frattaglie, anche in ambito culturale si possono valorizzare elementi che spesso vengono considerati marginali o secondari. È un po’ come quando ci si chiede se la presenza di un cinema in un piccolo paese possa davvero fare la differenza. Altri associati, invece, hanno dato al nome interpretazioni diverse: alcuni vi hanno visto un riferimento al tempo musicale, altri addirittura una relazione matematica.»
Quali sono gli obbiettivi e a chi si rivolge Quinto Quarto?
«Innanzitutto volevamo fare qualcosa e farlo bene. L’obiettivo è proporre eventi culturali capaci di creare momenti di aggregazione. Negli ultimi tempi è bello vedere che il paese si sta lentamente rianimando e noi volevamo contribuire a questo processo, offrendo qualcosa di diverso: un’occasione in più di vitalità e un’alternativa per la comunità. L’associazione si rivolge a tutti, non ci siamo mai prefissati un target specifico, l’idea è quella di fare qualcosa adatto a tutte le età ed essere trasversali il più possibile.
Più che distinguerci dalle altre associazioni di paese, ci piace pensare di proporre qualcosa che semplicemente gli altri non fanno, perché si occupano di ambiti diversi. Penso, ad esempio, ai Quartieri, che ogni anno organizzano eventi legati alla rievocazione storica, oppure sagre e mercatini dell’usato. Non crediamo di avere idee migliori degli altri: facciamo soltanto qualcosa di diverso. Questo, però, non esclude la possibilità di collaborare con altre realtà del territorio; anzi, è esattamente il contrario ed è ciò che auspico.
Il primo anno è sempre un po’ delicato per progetti di questo tipo, ma l’idea è quella di rimanere radicati nel territorio e capire sempre meglio cosa cercano le persone. Ci piacerebbe riproporre gli eventi che funzionano di più, fino a farli diventare appuntamenti fissi ogni anno.»
Ci sono eventi già in programma nel breve periodo?
«Per il progetto “Un Monte di cinema”, di cui WEARE è media partner, che comprende la rassegna cinematografica “I nuovi inizi”, l’obiettivo per questa prima stagione è organizzare cinque appuntamenti. Ogni serata, gratuita e aperta a tutti, sarà strutturata in più momenti: si inizierà con un’apericena – unica attività a pagamento – seguita da uno spettacolo di improvvisazione teatrale per poi terminare con il film al cinema. Prima di ogni proiezione è previsto anche un talk introduttivo, moderato anche dai redattori di WEARE, durante il quale un ospite analizzerà uno degli aspetti del film, che potrà riguardare sia elementi tecnici, sia temi presenti nella pellicola, offrendo così al pubblico una chiave di lettura prima della visione. Gli eventi si terranno a Palazzo Galletti, mentre la proiezione del film avrà luogo al Teatro Verdi. Dopo la data del 16 aprile, avremo quella del 14 maggio e del 4 giugno, tutte di giovedì.
Inoltre, vorremmo proporre una selezione di materiale inedito attraverso la creazione di un contest internazionale senza classifica finale: chiunque potrà inviare il proprio lavoro e ci sarà la possibilità di essere proiettato a luglio durante l’evento organizzato dal Comune, “Estate in piazza”.
Chiunque abbia voglia di darci una mano può farlo anche semplicemente tesserandosi: per noi è un gesto che conta molto.»
di CARLO MARTINO
IG: @quintoquartoaps
Classe 1992, nato a Cori, un paesino che nessuno conosce. Laureato in Storia dell’arte, sono presidente di un’associazione culturale no profit. Nutro una passione nell’origliare i commenti delle persone relativi alle opere d’arte allestite nei musei. Amo i libri, il rock, lo sport, l’improvvisazione teatrale e… il whiskey (se bourbon meglio).


















