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Sun. Beats. Repeat.

Sbarca anche ad Arezzo il soft clubbing: con i daytime party si balla, ma senza fare le ore piccole e senza dover subire l’hangover del giorno dopo

Per quelli della mia generazione, l’idea di andare a ballare è sempre stata legata indissolubilmente ed esclusivamente al concetto di “fare serata”: si va a cena tardi, si entra nei locali non prima di mezzanotte – spesso dopo aver fatto una lunga fila all’ingresso – e si torna a casa all’alba, dopo l’immancabile sosta colazione.
Tuttavia, da un po’ di tempo a questa parte, una proposta alternativa ha iniziato a dominare il panorama del divertimento: stiamo parlando del soft clubbing. Dimenticatevi i volumi altissimi e le luci stroboscopiche, perché con i daytime party si balla, ma senza fare le ore piccole e senza dover subire l’hangover del giorno dopo. Insomma, una nuova concezione di intrattenimento e socialità, in cui la cultura del club si reinventa e prende forma sotto la luce del sole. Nato nelle principali capitali europee ed internazionali, il fenomeno del soft clubbing, si sta diffondendo rapidamente anche in Italia. Per scoprire qualcosa di più ho scambiato quattro chiacchiere con Alessandro Sacconi, una delle menti dietro Goodmorning Club, il format proposto dal collettivo Certe Notti Events e pronto ad importare l’energia dei daytime party ad Arezzo e provincia.
Come e quando nasce Goodmorning Club? Chi sono le persone dietro questa realtà?
«L’idea del Goodmorning Club nasce da una riflessione molto semplice: la musica e la voglia di stare insieme non appartengono solo alla notte. Per anni il clubbing è stato associato ad orari notturni, spesso incompatibili con le esigenze ed i ritmi di vita di molte persone; eppure il desiderio di incontrarsi ed ascoltare insieme della buona musica non è mai venuto meno. Il progetto, quindi, nasce da una mia intuizione personale, maturata in anni di passione per la musica e per il mondo degli eventi. Credo che oggi ci sia sempre più bisogno di momenti autentici, che uniscano qualità musicale e relazioni umane. Goodmorning Club vuole essere proprio questo: un modo diverso di iniziare la giornata, con la giusta colonna sonora. Il concetto è racchiuso in una frase che accompagna il progetto: Sun. Beats. Repeat. Il club… ma di mattina.»

Credi che il soft clubbing sia solo una moda passeggera o una proposta destinata a sostituire gli standard tradizionali?
«Il soft clubbing è un vero e proprio modo alternativo di concepire e vivere la nightlife, il divertimento e la socialità: la cultura del club non sparisce, ma si sposta dalla discoteca classica, per come tutti la conosciamo, ad ambienti più rilassati, accoglienti e non convenzionali, come pasticcerie, gelaterie e caffetterie.
I daytime party, infatti, si sviluppano nella fascia della mattina – indicativamente tra le 10 e le 14 – dando così vita ad una dimensione in cui colazione, brunch e djset si incontrano e si fondono in un’unica esperienza. Non si tratta di un semplice djset in un bar, ma di un vero e proprio rituale contemporaneo, in cui la musica diventa filo conduttore di un momento di incontro fra persone.
Il primo evento di soft clubbing organizzato da Goodmorning Club si è svolto domenica 22 marzo presso la gelateria “Ice Village” di Foiano; abbiamo in serbo un’altra data per il mese di aprile, ma ancora non posso spoilerare niente!»
Chi sono le persone che frequentano i daytime party? La selezione musicale cambia rispetto ad un party notturno? I dj approcciano diversamente un set diurno?
«Con Goodmorning Club l’obiettivo è quello di creare un ambiente che possa rispondere a differenti esigenze e stili di vita; un contesto capace di attirare un pubblico trasversale, composto da persone di tutte le età: dai più giovani appassionati di musica, agli adulti che hanno vissuto la cultura del club e che oggi vogliono ritrovarne l’atmosfera ma senza ritmi frenetici ed in una forma più inclusiva e sostenibile. In questo senso la musica diventa un elemento fondamentale non solo per “caricare” la pista, ma per creare una dimensione che possa favorire l’inclusione e la socialità; per questo con Goodmorning Club diamo spazio ad una selezione musicale il più possibile diversificata, che possa soddisfare le richieste di tutti: dalle sonorità house ed elettronica soft, ai più famosi pezzi degli anni ’80 e ’90, sino ad approdare alla musica dance degli anni 2000. Le selezioni musicali, spesso proposte in vinile, sono curate con particolare attenzione, per accompagnare la mattina con energia positiva e un ritmo piacevole.»
Ultima domanda (e, forse, anche la più difficile): il soft clubbing riflette un cambiamento culturale più ampio? E che futuro immagini per questo tipo di eventi?
«Credo che il fenomeno del soft clubbing, sia destinato a crescere sempre di più. L’obiettivo dei daytime party non è quello di sostituire la notte, ma piuttosto di completarla: si mangia, si parla, si brinda e si ascolta insieme della buona musica, consentendo a persone di tutte le età di vivere l’esperienza della discoteca approcciandosi alla socialità in modo diverso.»

di AGNESE ANDREONI

IG: @goodmorningclub.it    

Agnese Andreoni
AGNESE ANDREONI

Classe 1993, osservo ciò che mi circonda attraverso la mia macchina fotografica. Leggo tanto e a volte provo anche a scrivere.
Mi piacciono la musica (soprattutto quella punk), il mare, le lunghe camminate e i gatti.

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