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C’è un nuovo sceriffo in città
Lo sceriffo è lo chef aretino Luca Fracassi, proprietario del ristorante Octavin, che porta appuntata al petto a Stella Michelin!

“C’è un nuovo sceriffo in città!”
È questa la notizia che circola ultimamente ad Arezzo, dalle strade del centro ai principali social… Lo sceriffo in questione è lo chef aretino Luca Fracassi, proprietario del ristorante Octavin, che porta fiero e soddisfatto, appuntato al petto, uno dei più prestigiosi riconoscimenti culinari: la Stella Michelin!
Noi di WEARE abbiamo scambiato quattro chiacchere con lui perché siamo orgogliosissimi e davvero felici di avere nella nostra città un ristorante stellato!
Quindi oltre a fare i complimenti a Luca e a tutto il suo staff, ci sembrava d’obbligo ripercorre insieme la storia di questo locale aretino.
Luca, come è nato Octavin?
«Il ristorante è nato quasi per caso, nel maggio 2018. A quel tempo avevo la possibilità di trasferirmi all’estero, poi però, a causa di diverse circostanze, ho deciso di rimanere ad Arezzo. Riflettendoci un po’ mi sono reso conto che forse l’occasione di aprire un ristorante tutto mio non sarebbe ricapitata facilmente e così, assieme alla mia com- pagna Sofia, è iniziata l’avventura di Octavin.»
Scorrendo il menù e le foto online si ha subito la sensazione di trovarsi di fronte ad un universo culinario innovativo e ricercato. Ti va di raccontarci qualcosa sulla tua idea di cucina?
«Il mio rapporto con la cucina è molto personale: mentre in sala posso contare sul supporto indispensabile di Sofia e Alessandro, dietro ai fornelli lavoro da solo. Questo perché preferisco che ogni singolo piatto sia curato da me personalmente, piuttosto che da una grande brigata di cuochi; credo che metterci la faccia, nel bene e nel male, sia il modo migliore per creare un rapporto diretto con il cliente, trasmettergli la propria passione e far sì che possa apprezzare o, perché no, anche criticare sinceramente i piatti. Inoltre la mia è una cucina che presta particolare attenzione alla ricerca sugli ingredienti e sulle materie prime: ogni portata è costruita su un particolare prodotto, che fa da protagonista ed attorno al quale si sviluppa tutto il piatto. Infine posso dire che la mia cucina è innovativa, ma allo stesso tempo, ha delle radici molto profonde nella tradizione aretina e italiana.
Anzi oserei dire che i miei piatti sono talmente immersi nella tradizione da essere innovativi!»

C’è un piatto al quale sei particolarmente affezionato?
«Di solito cambiamo il menù ad ogni stagione, tuttavia c’è una portata che ormai è un punto fermo, ovvero la battuta di manzo con aceto di carpa. È un piatto apparentemente semplice, ma in realtà è una vera e propria esplosione di sapori ed è molto complesso da realizzare, poiché richiede una lavorazione piuttosto lunga per la preparazione di ogni singolo ingrediente.»
Domanda banalissima, ma necessaria: cosa si prova a vincere una Stella Michelin e come si arriva ad ottenere un premio tanto ambito?
«La stella Michelin è stata davvero una soddisfazione grandissima e, soprattutto, inaspettata! Molti credono che per arrivare ad un simile traguardo sia necessario ricorrere a degli escamotage e a chissà quali trucchi particolari, io invece ritengo che l’unica cosa che conti davvero sia crede- re in quello che si fa, mettendoci tanto impegno e duro lavoro. Ed infine sebbene questa vittoria rappresenti una tappa fondamentale nella mia carriera e nella storia del ristorante, io e il mio team rimaniamo sempre gli stessi; continuiamo a fare ciò che abbiamo sempre fatto, senza perdere la nostra identità.»
Ancora complimenti a Luca e a tutto il suo staff! Siamo convinti che questo riconoscimento sia, oltre ad essere importantissimo per Octavin, anche un elemento prezioso per Arezzo e che consegni ai turisti e non solo, un’immagina ancora più accattivante della nostra città. Grazie “sceriffo”, questa stella te la sei proprio meritata!

FB: Octavin
IG: @octavin_arezzo

di AGNESE ANDREONI
Credits Lido Vannucchi

Agnese Andreoni
AGNESE ANDREONI

Classe 1993, osservo ciò che mi circonda attraverso la mia macchina fotografica. Leggo tanto e a volte provo anche a scrivere.  Mi piacciono la musica (soprattutto quella punk), il mare, le lunghe camminate e i gatti.

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