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WEARE #40: Guarda oltre
Quante cose si possono vedere se si guarda oltre, meglio, al li dà della maschera che ognuno di noi indossa ogni giorno? In questo numero di WEARE abbiamo tentato di fare questo

Cosa ti è venuto in mente guardando la copertina? Non dico osservandola, dico proprio dandole un’occhiata veloce, fermandoti all’apparenza di quello che vuole mostrare.
Io ci ho visto solo un trans.

Ora resetta e guarda meglio. Cosa vedi?
Io ci vedo una talentuosa show girl, in un night club rinomato della città. Uno di quei luoghi in cui entri solo se sei in lista, esclusivi, riservati. Quelli con i divanetti di velluto, le luci soffuse e un buon profumo che invade ogni stanza. Lei ha fatto un sacco di strada per arrivare fin lì, una gavetta difficile in cui ha dovuto mandar giù occhi giudicanti e una famiglia che l’ha allontanata da casa troppo presto. Ha studiato danza e recitazione ed è cresciuta sola in un appartamento piccolo, nel quartiere più malfamato della periferia, l’unico che si poteva permettere, sognando di riscattarsi ogni volta che passava davanti a quel locale. Dalla porta girevole intravedeva le ragazze che dentro ballavano sul palco. Sognava ogni notte i passi, improvvisava balletti in casa, esibendosi davanti ad un pubblico invisibile seduto sul suo divano. Ma ora era lì, in quei camerini meravigliosi, pieni di vestiti, trucchi ricercati, persone che si prendevano cura di lei, prima di farla salire sul palco da vera diva e farla accendere dagli applausi del pubblico. Finalmente era felice perché aveva trovato il suo posto nel mondo.

Resetta ancora. Vedi altro?
Io vedo un uomo distrutto. Dalla vita, dall’alcol, da quel lavoro di drag queen che lo sta consumando. Ha sempre ripudiato il corpo che gli era stato affidato dalla natura. Ha sempre voluto stare in un altro fatto di vestiti differenti e di una diversa sensibilità. Ma non era questo quello che aveva in mente.
Il proprietario del locale in cui si deve esibire ogni sera è un tipo losco, viaggia con un suv che parcheggia sempre in doppia fila, tanto a lui nessuno si azzarderebbe mai a dire una parola. I clienti del club sono la cosa peggiore di questo lavoro. Sono sporchi, vecchi, viscidi, lo toccano e pretendono cose per due spiccioli. Hanno la moglie a casa e un lavoro rispettabile, ma la notte si trasformano nelle bestie peggiori che questa città abbia mai conosciuto. In quel camerino da solo, ha pensato tante volte di farla finita, ma poi chi baderebbe alla sua mamma anziana. Lei lo chiama ancora Alberto e non sa niente dei sui vestiti di paillettes.

Quante cose si possono vedere se si guarda oltre, meglio, al li dà della maschera che ognuno di noi indossa ogni giorno? In questo numero di WEARE abbiamo tentato di fare questo; raccontarvi storie che vanno scoperte parola dopo parola, prima di fermarsi al giudizio. Guardate oltre ognuna di loro, per scoprire quello che sono realmente e i messaggi che vogliono trasmettere. Noi ci siamo riusciti e abbiamo scoperto che quello che c’è oltre è davvero meraviglioso.

editoriale di MELISSA FRULLONI

Melissa Frulloni
MELISSA FRULLONI

Vegetariana militante. Animalista convinta. Femminista in prova. Cresciuta con il poster di Jim Morrison appeso alla parete. Romanticamente (troppo) sensibile e amante della musica vintage. Una laurea in giornalismo, un figlio umano e uno peloso, mille idee e (a giorni alterni) la sensazione di poter fare qualsiasi cosa…

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