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Una, nessuna, MilleAlice

Intervista alla giovane cantautrice toscana, conosciuta sul palco del Mengo Fest, dalle mille sfaccettature

Se le centomila maschere di pirandelliana memoria prendono vita nelle percezioni altrui, la stupefacente varietà di fogge con cui MilleAlice veste la propria musica di canzone in canzone è fatta di vere e proprie pelli, non scindibili dall’essenza stessa della giovane cantautrice toscana. Strati puri di sé che, digerita un’evidente enorme mole di ottimi e variegati ascolti, riemergono a rivestire con gusto brani che toccano e mescolano con grazia innata un’impressionante moltitudine di generi e stili. Pop nella sua massima espressione, laddove si fa sintesi immediatamente veicolante di raffinati universi musicali. Una sintesi che necessita, in questo suo spaziare ludicamente profondo tra sonorità tanto multiformi, di una stella cometa sonora che, si noterà già dopo pochi istanti di ascolto, non può che essere la voce da brividi di Alice. Timbro unico e riconoscibilissimo, groove che scorre nelle vene e nelle corde vocali con una naturalezza da lasciare a bocca ed orecchie aperte, soul a valanghe che farebbe emozionare anche musicando la ricetta della carbonara, controllo e modulazione da brividi che fanno sì che ci si senta ora fiori adagiati su un placido ed isolato ruscello montano, ora bambini euforici immersi in una piscina di palloncini fluorescenti, ora appuntite rocce laviche che decollano e precipitano dopo una terremotante esplosione vulcanica… Spesso, nello spazio di una sola canzone.
La varietà che mi viene naturale applicare in musica dipende probabilmente molto da come scrivo: parto sempre dal testo e dalla melodia, per poi, a seconda del mood e dell’emozione che sto cercando di comunicare, ricercare le sonorità e gli arrangiamenti che sento più adatti e coerenti. Per me sarebbe impensabile provare ad inserirmi a forza in questo o quel genere… Un po’ per varietà di ascolti, un po’ per altrettanta vastità della gamma emozionale che sento di voler raccontare, sono inconsciamente e naturalmente portata a declinarmi nelle Mille che costituiscono il nome, ma prima di tutto il senso centrale del mio progetto artistico. Non potrei mai lasciare indietro nemmeno uno dei miei colori musicali: sarebbe come lasciare indietro un pezzo della mia sfera emozionale, che invece vivo e voglio riportare in musica pienamente, intensamente e, appunto, in tutta la sua varietà.
Dopo l’EP “1000e6”, pubblicato nel 2025 a cominciare a fissare la tavolozza espressiva e già pieno di spunti e suoni estremamente interessanti, seguito dai due singoli killer “Quanto Tempo” e “Sai (L’Esperto)” a fare da piacevolissimo ponte evolutivo, MilleAlice si mette a nudo ora con il suo primo vero e proprio album.

Un concept in tre atti, ognuno accompagnato da un mini-cortometraggio dedicato a rappresentare visivamente ed allegoricamente le canzoni, con uscite scaglionate ma serrate: “Nascere (atto I)”, uscito lo scorso 10 aprile e composto dai 3 pezzi “Nascere (Intro)”, “Bimbi e cani” e “Ninna nanna”, che sarà seguito da “Inciampare (atto II)” e “Crescere (atto III)”. Un antidoto visceralmente ancestrale e dalla deliziosa densità di contenuti, tanto nella forma quanto nella sostanza, al singolismo spinto e mitragliante che inquina imperante ed impoverisce di contenuti la discografia odierna, sempre più vittima dei suoi stessi loop bulimici. Lunga vita, almeno Mille, alle Alice che persistono in questo mondo.
“Il mio flusso creativo, estremamente spontaneo, fa sì che mi sia praticamente impossibile mettermi a tavolino a pensare ad un lavoro univoco, perimetrato. I pezzi che compongono questo mio nuovo album sono stati scritti qua e là nell’ultimo anno e, una volta visti uno accanto all’altro, è come se avessero cominciato a raggrupparsi tematicamente da soli: un concept non studiato quindi, ma che ha preso vita ed è emerso con naturalezza in corso d’opera. Nascere, Inciampare e Crescere sono tre fasi vitali e significanti che le canzoni stesse mi hanno evidenziato nel loro suddividersi per contenuti e che possono essere lette, nella loro sequenza irregolare, su più piani interpretativi: quello del primo sviluppo fisiologico umano, certo, ma applicabile nel suo avanzare anche ad ogni aspetto ed attività della vita in cui come esseri umani cerchiamo di progredire… Nel mio caso specifico, evoca certamente il mio percorso creativo ed artistico, che sento essere appunto in una fase ancora assolutamente iniziale, ma già pronto ad essere fotografato in questa sua prima parte con l’album che è venuto fuori, avendo percorso o cominciato a percorrere in prima persona i tre momenti che danno i titoli ai tre atti. Basti pensare che il progetto MilleAlice è letteralmente nato sul palco del Mengo Fest di Arezzo di 2 anni fa: non ringrazierò mai abbastanza la direzione artistica per aver la follia di chiamare me, armata di nient’altro che voce, passione e pochi brani ancora da arrangiare, a vedere la luce artisticamente in un contesto del genere.”

Come non unirci ai ringraziamenti, a cuffie posate e sorriso stampato da buona e sincera musica appena assorbita, con anche una punta di orgoglio aretino per aver rappresentato la vera e propria culla di un primo vagito musicale tanto potente? Noi di WEARE eravamo lì, sotto palco, quando quel vagito ha sconquassato l’aria pomeridiana di luglio tra nascita, inciampo e crescita, urlando chiaro e tondo all’universo musicale e non che MilleAlice era appena sbocciata per restare. La pelle d’oca era l’ultima cosa che ci saremmo aspettati di vederci addosso sotto quel sole cocente, eppure… Eccoci ancora qua ad orecchie tese ed avambracci sgomitanti in braille, fatalmente orientati verso la più sinceramente multiforme delle cantautrici, che gioca smontando e rimontando la sua musica col solo scopo di dare spazio in note alle proprie sensazioni ed esperienze, riempiendole con una vocalità che fa vibrare con intensità rara le corde delle emozioni, tutte. Un’anima musicale che sta lasciando sgorgare con qualità crescente il flusso musicale che le scorre dentro e che non vediamo l’ora di sentire e vedere ad ogni singolo prossimo passo di questo suo profondissimo, serissimo gioco.

di ALESSIO FRANCI
Credits @directedbyarneaux

IG: @_millealice_

Alessio Franci
ALESSIO FRANCI

Musicomane innamorato di ogni applicazione del linguaggio. Cerco storie e suoni che mi facciano vibrare tanto ad ascoltarle, quanto a raccontarle. Osservo, rifletto, percuoto, vivo. Mi muovo per il mondo senza filtri e senza la pretesa di trainarlo, col solo obiettivo di conoscerne ed apprezzarne le sfumature più o meno armoniche.

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