Si spalanchino le finestre aretine e non solo, c’è ARIA di Musica. Doveroso scomodare il redivivo congiuntivo esortativo, meritatissimo nel suo essere piacevolmente impegnativo in questo caso: ARIA di Musica è infatti un progetto, tra i molteplici concepiti ed attuati dalla Fondazione Arezzo Wave Italia nel suo inarrestabile moto ondoso di sviluppo, creazione e promozione artistica, culturale e soprattutto musicale, che merita insindacabilmente di trovare risalto e respiro continuativo nella sua semplicissima ma salvifica missione: far coabitare in uno stesso luogo fisico musicisti emergenti e grandi professionisti del settore musicale, favorendo la crescita concreta dei primi grazie ai secondi che si mettono meravigliosamente a disposizione non dall’alto di pulpiti, ma gomito a gomito. Un ambiente di lavoro orizzontale fatto di strumenti imbracciati, consigli, condivisione e contaminazione, amplificatori accesi e creatività stimolata da una libertà incanalata opportunamente con il supporto di big dentro ancora prima che nei nomi, che della musica conoscono a menadito, con passione messa sinceramente a disposizione, ogni aspetto e fase. Boccate di puro ossigeno per un sottobosco musicale giovanile fertilissimo, ma che fatica a trovare i vitali spiragli di luce ed aria di cui necessita per proliferare.
Ok, ma… cos’è, in concreto, ARIA di Musica? A.R.I.A. (Arezzo Italian Rock Academy) è la Residenza Artistica Musicale pensata da Arezzo Wave per festeggiare i suoi 40 anni e per creare un polo permanente di alta formazione per giovani artisti musicali contemporanei, realizzata con il supporto della Regione Toscana. Hanno avuto accesso, tramite bando, ai 26 giorni di ospitalità gratuita, al rimborso giornaliero di frequenza ma soprattutto alle preziosissime sessioni di formazione, 18 artisti tra i 18 e i 35 anni diplomati, domiciliati o residenti in Toscana, disoccupati, inoccupati o inattivi. Perché definire preziosissime le sessioni di formazione che animano il progetto? Beh, pensate quanto possa essere significante, per un artista musicale in via di sviluppo, confrontarsi su composizione, arrangiamento, registrazione, promozione, distribuzione e tutti gli aspetti possibili che creano ed accompagnano la musica, con Elio, Cristiano Godano, BigMama, Ladri di Carrozzelle, Ralf e moltissime altre super menti musicali magari meno note, avendo ruoli in aree più lontane dai riflettori, ma importantissime in tutte quelle fasi che alimentano il processo creativo in modo invisibile al pubblico ma fondamentale per chi di musica vuole provare a vivere.
Più nel dettaglio, questo percorso formativo si sviluppa in quattro sessioni. La prima, che ha già avuto luogo al Teatro Rosini di Lucignano (AR), comune sede anche della Residenza Artistica Musicale e della seconda sessione, ha portato i 18 partecipanti a condividere i loro progetti e le loro canzoni per un’approfondita analisi e conseguente discussione, con Elio come “tutor” super coinvolto e pungolante stimolatore creativo, concludendosi poi con un focus su suono e tecnologia.
La seconda, introdotta da approfondimenti sul rapporto tra musica e IA, sarà poi caratterizzata da laboratori di songwriting e arrangiamento, su 8 brani cover di artisti che hanno segnato la storia del palco dell’Arezzo Wave Love Festival, concludendosi infine con la condivisione della storia musicale e sociale dei Ladri di Carrozzelle, esempio illuminante di come nemmeno disabilità più o meno presenti o presunte arrestino certi percorsi guidati dal sacro fuoco dell’arte.
La terza sessione si sposterà al Teatro Pietro Aretino di Arezzo ed inizierà facendo luce sulla discografia, sull’organizzazione dell’attività live e sulla comunicazione e distribuzione della propria musica, proseguendo con chiacchierate sulla voce e sull’identità artistica lungo il percorso con Cristiano Godano, Dj Ralf e tanti altri artigiani musicali di assoluto spessore. In conclusione, poi, microfoni on per due giornate di vocal coaching con le 8 cover di cui sopra al centro dei lavori.
Già, perché la quarta ed ultima sessione culminerà nell’esecuzione, sul palco dell’edizione 2026 dell’Arezzo Wave Love Festival al Teatro Tenda di Arezzo, degli 8 brani, per mani e bocche dei 18 artisti partecipanti ad ARIA di Musica… Non prima, però, di aver concluso nei giorni precedenti gli incontri formativi, che approfondiranno ulteriormente, con nuovi confronti illuminanti, gli aspetti tecnici ed il tema dell’identità artistica, con interventi di nomi come BigMama e Fabio Zaffagnini, organizzatore del Rockin’1000.
Sembra un film alla School of Rock, elevando il tutto a livelli accademici e invece è splendida realtà, una realtà che non fa altro che condurre fattivamente dove occorrono la luce e l’aria ossigenata già citate come necessarie per dare vita alla musica, ma soprattutto una vita ai musicisti. C’è adesso da fare un ulteriore step evolutivo che renda permanente una simile perla, lasciando per sempre spalancate le finestre che fanno passare ARIA di Musica. Step che non può prescindere da istituzioni che guardino il nostro territorio per ciò che è, smettendo di truccarlo da altro ed investendo finalmente nella sua vera essenza: un territorio d’arte che pullula di creatività musicale e di persone che non aspettano altro che spazi e sostegni per poterla coltivare.
Quale che possa essere la prossima amministrazione comunale aretina, ci auguriamo che sposti attenzione e soprattutto fondi verso idee come quella descritta in questo articolo e, più in generale, verso le tantissime e multiformi realtà musicali ed artistiche che in terra d’Arezzo e dintorni concepiscono e realizzano meravigliosi eventi e progetti, molte delle quali hanno trovato spazio sulle pagine di WEARE lungo i nostri anni di racconto dell’Arezzo viva che crea e risuona. Quale che possa essere la prossima amministrazione, appunto, c’è però innanzitutto da fare fronte comune sul lato artistico della barricata, per richiedere in modo rumoroso ed efficace quanto sopra: anziché litigarsi l’unica briciola lasciata cadere dall’alto, è giunta l’ora di prendersi qualche birretta sciogli-tensione e scaccia-ego in un grande tavolo comune popolato da tutte le (tante e varie) eccellenze operanti nei vari ambiti musicali aretini; ne potrà uscire un potente e sonoro pugno con cui bussare ai giusti portoni per creare spazio per tutti e fare di Arezzo, anche in pratica, ciò che è in potenza: una vera e propria Città della Musica.
di ALESSIO FRANCI
IG: @arezzowave
Musicomane innamorato di ogni applicazione del linguaggio. Cerco storie e suoni che mi facciano vibrare tanto ad ascoltarle, quanto a raccontarle. Osservo, rifletto, percuoto, vivo. Mi muovo per il mondo senza filtri e senza la pretesa di trainarlo, col solo obiettivo di conoscerne ed apprezzarne le sfumature più o meno armoniche.



















