Questo sono io: Manfri

Scrivo quello che provo, ciò che mi succede, quando al centro della lirica ci sono le mie emozioni tutto prende un aspetto più fluido e naturale”, si presenta così Manfredi Grigolo, in arte Manfri. Sembra una cosa semplice, ma non lo è. Manifestare le proprie emozioni, mostrare quei lati più sensibili, più nascosti della tua persona, consapevole che arriveranno a tutti. E Manfri riesce a farlo in maniera reale e sincera. Questa è la forza delle sue canzoni, si fanno ascoltare e ti travolgono.
Manfri, classe 2000, adora Venerus, Rkomi e Post
Malone ed è da sempre appassionato di musica. “Mia nonna mi ha cresciuto con i Beatles, mio papà con gli UB40. A 8 anni ho iniziato pianoforte, poi ho provato anche altri strumenti, anche se sempre con poca costanza. Poi al liceo mi sono avvicinato all’indie e ho provato a scrivere anche io qualcosa, da lì non ho più smesso.
Ed ecco che dal 2019 iniziamo a conoscerlo come Manfri, che poi è sempre lui solo che adesso è l’espressione diretta di Manfredi. Attraverso le sue canzoni comunica con il mondo, riesce a dar voce ai suoi sentimenti. “Scrivo pezzi del genere it-pop/indie/R’n’B ed ognuno ha la sua storia. Non c’è un tempo preciso con cui riesco a chiudere una canzone, dipende un po’ dalla situa- zione e da come mi sento. Per alcuni pezzi ci ho messo mesi a suon di ritocchi e aggiustate, altri sono venuti in qualche giorno.

Energia, passione, emozione. Riesco a percepire dai suoi occhi quanto sia forte la sua voglia di poter gridare al mondo tutto questo. Che poi ogni pezzo ha la sua storia. “Dipende un po’ dalla situazione e da come mi sento, ma sono tutti i miei preferiti. Se ci penso non c’è una canzone a cui tengo in particolare. Se ho chiuso un pezzo e l’ho pubblicato è perché sicuramente lo consideravo valido. Sicuramente alcuni mi hanno emozionato di più, ma sono ancora inediti e non li posso ancora spoilerare.
Ventuno anni e un’identità artistica che sta prendendo la sua strada. Spinto dall’energia che solo la musica riesce a trasmettergli. Le sue prime esperienze lo hanno visto protagonista nel palco con un pubblico pronto ad applaudirlo.
Una volta stavo suonando ad un evento a Milano, uno dei miei primi live (quindi ero molto agitato!), stavo cantando su beat e ad un certo punto è completamente saltata la base, mi sono salvato facendo battere le mani al pubblico e facendo tutto il pezzo a cappella, un momento di panico che però ricordo davvero con piacere.
Chi ama quello fa, riesce a gestire anche gli imprevisti. Tutto fa parte del gioco, l’improvvisazione, i momenti in cui l’ispirazione se ne va, altri in cui sei un fiume in piena. Giovane, ma consapevole: “Nel momento di lockdown è stata dura artistica- mente parlando, ho scritto pochi pezzi e sempre con un po’ di fatica; è dura scrivere senza la giusta ispirazione e senza soprattutto vivere. Ma adesso voglio definire la mia identità artistica e proseguire con il progetto, finché avrò voglia e idee continuerò a fare musica!

di GIULIA BASAGNI

GIULIA BASAGNI

Avete presente la sensazione di un fiume in piena, che niente e nessuno è in grado di fermare?
Ecco questa sono io, Giulia Basagni, 29 anni, laureata in Comunicazione, media e giornalismo, piena di energia e vitalità.
Pronta ad accogliere ogni avventura a braccia aperte, curiosa, affascinata dai nuovi spazi e con gli occhi attenti a guardare oltre.

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