Casa Luna mi accoglie in una mattinata grigia e piovosa, durante un tipico temporale primaverile. Trafelata, senza ombrello, mi accingo alla porta dello studio, già agitata, penso alla lista delle cose da fare in giornata, sempre troppo lunga.
Caterina mi apre e il suo sorriso dolce mi riscalda immediatamente, la stanza è pervasa da profumi delicati, c’è una tisana alle erbe che mi aspetta sul tavolo e Caterina si muove come una ballerina, leggera e armoniosa, in perfetta sintonia con l’ambiente.
Mi accompagna in una visita dello studio: la stanza dedicata ai massaggi è un’oasi di pace e serenità, uno spazio silenzioso dai toni caldi e accoglienti, Caterina sfiora il lettino con grazia e si guarda intorno con gli occhi brillanti, Casa Luna è un sogno che si realizza. Osservandola muoversi nel suo studio è difficile immaginare il lungo percorso che l’ha portata fin qui: diciassette anni di lavoro nel mondo dell’estetica, esperienze tra spa di lusso, viaggi, formazione e una maternità che ha cambiato il suo modo di concepire la cura delle persone.
Oggi il suo posto nel mondo è qui; Casa Luna è uno spazio dedicato al benessere delle donne, con un’attenzione speciale alla gravidanza e al post parto, un progetto che nasce da un lungo percorso personale prima ancora che professionale.
Caterina si forma per anni come estetista in varie città, si mette alla prova, cerca una sua dimensione ma si sente fuori luogo nel contesto del centro estetico. Mi racconta che la velocità, il susseguirsi di appuntamenti, l’impossibilità di instaurare un rapporto reale con le persone rappresentano quanto di più lontano dall’approccio olistico che sta cercando.
La sua formazione prosegue tra lussuose SPA milanesi e resort in Sardegna, incontra clienti da tutto il mondo e ogni esperienza le lascia qualcosa; il suo percorso è ricco di stimoli e il massaggio diventa una delle sue più grandi passioni, non è soltanto una tecnica ma un ascolto che richiede presenza, energia e attenzione, una forma di espressione che finalmente sente sua.
La svolta arriva durante un viaggio in India, un’occasione per approfondire la conoscenza dell’Ayurveda. Per un lungo periodo vive all’interno di un centro specializzato, alternando trattamenti, studio e pratica, un’esperienza intensa che le permette di rallentare, ascoltarsi e ritrovare un equilibrio quasi del tutto perso.
Racconta che una sera, per la prima volta, sente che quel «frullino», come lo chiamava scherzosamente in famiglia, quell’ansia, il nodo allo stomaco, diventa improvvisamente un ricordo lontano.
Il viaggio le insegna il valore della cura e del contatto ma soprattutto dell’accudimento e comprende con maggiore chiarezza quale direzione dare alla propria vita professionale.
Con il rientro in Italia prosegue il percorso nel settore, ma con una consapevolezza ormai nuova, la sua strada è chiara, si sente profondamente trasformata. A questo processo di cambiamento contribuisce anche l’arrivo della maternità, un’esperienza che le consente di sperimentare in prima persona paure, cambiamenti fisici ed emotivi, momenti di fragilità estrema.
Dopo la nascita del figlio, Caterina inizia gradualmente a lavorare in autonomia, portando i suoi trattamenti a domicilio e collaborando con realtà legate allo yoga e al benessere. Infine, il passo più importante: aprire uno spazio tutto suo.
Così è nata Casa Luna, un luogo che riflette la sua idea di benessere, un ambiente intimo e accogliente dove il massaggio diventa uno strumento per rallentare, ritrovare una connessione con il proprio corpo.
Al centro del progetto ci sono soprattutto le donne in gravidanza e nel post-parto, momenti delicati e trasformativi, spesso, purtroppo, vissuti in solitudine.
Come la luna, Caterina ha imparato che ogni fase della vita ha un significato: ci sono momenti in cui si cresce, altri in cui ci si nasconde, altri ancora in cui si torna a splendere.
Casa Luna è un punto di partenza; Caterina mi parla con occhi sognanti di quello che sarà il suo futuro: ritiri dedicati alle future mamme, percorsi che uniscano massaggi, yoga e natura e persino uno spazio d’incontro dove le donne possano condividere esperienze e sentirsi meno sole nel percorso della maternità.
di MARGHERITA MARTINI
IG: @cate_cerretti


















