L’universo di Leon

Il Men/Go è stata un’esperienza assurda! Ci siamo divertiti ad intervistare i local saliti sul palco nei cinque giorni del Fest. Vi riproponiamo la nostra chiacchierata con Leon Seti, musicista emergente, artista eclettico…
Leo, ci risetiamo adesso dopo la tua esibizione al Men/Go Music Fest di luglio. Tu sei stato uno degli artisti più local di tutto il festival. Dove ti trovi adesso?
«Attualmente abito ad Amsterdam, mentre precedentemente ho vissuto nel Regno Unito, ma comunque rimango originario di Arezzo.»
Che rapporto hai con la città di Arezzo?
«Io non mi sono mai sentito strettamente legato al territorio, nonostante me ne sia andato all’età di diciannove anni quindi conosco bene o male tantissime persone. L’unica volta in cui mi sono sentito più vicino alla scena aretina, è stata quella in cui ho potuto suonare per un’iniziativa di Arezzo Che Spacca.»
Diciamo che avevi più internazionalità dentro di te e si nota soprattutto dal fatto che canti e scrivi in un ottimo inglese.
«Credo di sì. Sono sempre stato un sognatore aperto a tutte le opportunità, quindi appena se ne presenta una io mi butto senza pensarci troppo e questa attitudine mi ha portato spesso fuori dall’Italia. Nei posti in cui sono stato ho spesso trovato un forte senso comune che purtroppo si fatica a trovare in questo paese, anche se spero sempre in un miglioramento.»
C’è stato qualche ascolto nel passato che ti ha fatto esplodere la passione?
«Le produzioni di Bjork: per me tutto ciò che partorisce mentalmente quella donna è oro colato. A sedici anni mi fissai con Born This Way di Lady Gaga per la sua apertura e carica lgbtq+, essendo io persona apparentemente a quella comunità; direi anche Peter Gabriel sia come musicista che come stile ed infine Madonna che è la regina di tutto!»
Come ti sei sentito a calcare un palco grande come quello del Men/Go, che sensazioni hai provato?
«Ho avuto l’onore e la gioia di aprire il festival nella sua prima giornata ed ho avuto la possibilità di suonare con il sole nonostante la mia musica ha tinte più adatte al tramonto. È stato anche un pò spaventoso perchè erano quasi due anni che non suonavo dal vivo ed ho spento due o tre volte il microfono con il pollice per l’emozione; comunque questi sono dettagli e nel complesso l’atmosfera era bellissima ed il pubblico si è divertito.»

La tua musica è fortemente immersiva e ricca di bassi. Ti porta a viaggiare su altri mondi per certi aspetti.
«È vero, tra l’altro, a proposito di quello che hai appena detto, le ultime due canzoni uscite sono estratte da un album che parla di una foresta incantata. Solitamente quando il mio ufficio stampa manda i pezzi nuovi alle radio, riceve la classica risposta “Non è il mio genere” proprio perchè i miei brani sono tutti particolari e non si inseriscono in una categoria ben precisa.»
Ben vengano queste creazioni fuori dai canoni e non fatte con lo stampino.
«Guarda, penso che “alternativa” sia la parola più giusta per definire la mia musica.»
Anche il tuo look è una parte fondamentale con cui provochi il pubblico e per noi, a livello di stile, sei stato come un raggio biondo di luce appena ti abbiamo visto nel backstage!
«Io sono piuttosto ansioso, quindi sono arrivato tipo un’ora e mezza in anticipo per potermi vestire e truccare.»
Tornando all’ambito musicale, parliamo un attimo dei tuoi ultimi due singoli usciti.
«Il primo si intitola If Only, una ballata elettronica, ed introduce l’album Grimoire il quale riprende il titolo proprio dal secondo singolo: quest’ultimo richiama attraverso il nome le raccolte su testi riguardanti la magia. Nel video del secondo singolo si può percepire anche a livello visivo quest’atmosfera mistica, grazie alle apparizioni spirituali che ha il protagonista in una foresta.»
Quando è prevista l’uscita di Grimoire? Puoi parlarcene?
«L’album uscirà in inverno. L’ultimo disco è andato molto bene quindi spero che questo possa seguire la stessa scia. Sto centellinando tutte le mie risorse per poterlo spingere al massimo prima della data di uscita. Grimoire è stato scritto da me e prodotto da Pancrazio, un talentuoso produttore romano di musica elettronica; ci sono stati quattro occhi e quattro orecchie dietro a questo lavoro, quindi si può sentire un’atmosfera diversa rispetto alle mie passate produzioni solitarie, in cui a volte c’era un gran casino. Fino a Japan nel 2020 ho sempre fatto tutto da solo, mentre da quel pezzo in poi ho avuto il supporto di altre persone.»
Cose in programma nel prossimo futuro?
«Sicuramente un sacco di preparazione per video e simili, mentre in generale non suono molto spesso dal vivo perchè mi stressa un sacco: prendo un po’ d’esempio Enia o Kate Bush su questo, ecco.»
Cosa vorresti dal tuo domani e dal tuo dopodomani artistico?
«Voglio solo rilasciare questo album. Non ne posso più! (ride)»

di ALESSIO FRANCI e LORENZO STIATTI

IG: @leonseti

ALESSIO FRANCI

Innamorato di ogni applicazione del linguaggio, dipendente dal bello e dal buono. Osservo, rifletto, pungo, vivo. Mi muovo per il mondo senza filtri e senza la pretesa di trainarlo, col solo obiettivo di interpretarlo ed apprezzarne le armonie e le sfumature.

LORENZO STIATTI

Chitarrista e cantautore, principalmente legato da un amore indissolubile alla musica punk e a tutte le sue derivazioni. Lettore accanito sin dall’infanzia e scrittore al giorno d’oggi.

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