Scroll Top

“I delfini sono effettivamente dei nazisti”

Abbiamo avuto una lunga conversazione con i The Fins, band punk rock a cavallo tra Arezzo e Siena

Questa torrida estate si è conclusa (per fortuna!), ma per questa intervista rimarremo in tema marittimo. Stavolta abbiamo avuto una lunga conversazione con i The Fins, band punk rock a cavallo tra Arezzo e Siena, composta da Federico, Simone e Cosimo, specializzati nel narrare vicende di pesci…

Qual’è la genesi di questo progetto?
«Noi tre facevamo parte della band Not Humans, ma sia io (Federico) che Cosimo, frequentavamo la stessa università di biologia. Dopo una reunion nel 2021 alla Corte dei Miracoli di Siena, evento in cui Simone leccò un mestolo della cucina del posto non sapendo di avere il covid e facendo ammalare tutto il locale, abbiamo cominciato a tirare su un nuovo progetto, i The Fins. Decidemmo di fare punk rock, anche se Cosimo e Simone sono contrari al genere. Questa scelta però è stata anticipata dalla premessa che le nostre tematiche sarebbero dovute essere innovative, quindi, cassato l’arredamento d’interni perché era limitato e i gatti perché erano troppo banali, abbiamo scelto i pesci perché ci sembrava una cosa abbastanza stupida. Con il senno di poi, ci siamo resi conto che era piuttosto semplice trovare similitudini e metafore tra questi animali e noi umani. Vogliamo anche puntualizzare che non apprezziamo i cetacei, in quanto sono mammiferi travestiti da pesci che spadroneggiano e bullizzano tutto il mare: a loro sono dedicati infatti pezzi come Adolphin, perché i delfini (anche le orche e il resto) sono effettivamente dei nazisti e Nuke the whales, perché i giapponesi bombardavano le balene (con ragione). In effetti se dovessimo scegliere un posto per un futuro tour sceglieremmo il Giappone, sia per queste cose, sia perché non ci sono le piazze intese come le nostre (rivelazione di Cosimo che lo ha letto da qualche parte).»

Cosa potete dirci invece sui primi concerti e su Let’s swim together now, il vostro EP?
«Scrivemmo i pezzi nel 2022, arrivando poi a registrare tutto il materiale in Brianza, al New Mood Recording Studio di Fredric Mazzei dei Panamas. Per l’occasione, Fredric ci invitò a fare il nostro primo concerto al Dr Creatur Disco Pub, un locale così sbagliato da fare il giro e diventare incredibile e che farlo bene sarebbe stato più semplice: in mezzo alla sala c’era un palo da lap dance, il palco era centrale con le casse rivolte al centro dello stesso, il barista era un uomo di oltre settant’anni che faceva dei cocktail micidiali e non capiva cosa fosse il tonic del gin tonic; per risparmiare fatica e soldi, pensate che tecnica, metteva più gin che tonica e così la gente moriva prima. Il deejay, che in realtà era un tizio a caso che metteva la musica con il telefono, voleva picchiarci senza motivo (poi siamo diventati amici ma era comunque pazzo), nessuno prendeva la birra alla spina perché dicevano che nei tubi potevano esserci i topi, quella sera c’era anche Nikki di Radio Deejay a caso e i camerini erano le scale del condominio. Dulcis in fundo, c’era una friggitrice accesa fuori dal palazzo collegata da un lungo filo fino al bar interno e quella sera stessa la Railroad Records, etichetta indipendente, decise di darci dei soldi per investire nel nostro progetto. Potremmo raccontarne decine di aneddoti simili ma penso che questi per ora bastino.
Per quanto riguarda Let’s swim together now, è stato un banco di prova scritto piuttosto rapidamente e registrato in presa diretta con delle sovraincisioni aggiunte successivamente: questa metodologia acquisita per l’EP è poi stata ripresa anche per il disco nuovo di prossima uscita. I nostri brani hanno strutture molto semplici, dritte ed energiche, in cui il basso è più complesso rispetto agli altri strumenti e i cori coronano il ritmo sostenuto.»

Il nuovo album, anzi, il vostro primo album, quindi è già pronto?
«Si, anche se non ha ancora un nome definitivo ed una data di uscita precisa. Lo abbiamo registrato in presa diretta nella nostra sala prove a Siena con Simone Nati e al momento stimo lavorando io (Simone) e Cosimo alla copertina con tutta calma, anche se dovremmo accelerare un po’ perché ci stanno dando una mano per la pubblicazione sia Railroad, sia (forse) un’etichetta americana. Stavolta abbiamo creato quasi un concept album, andando a toccare varie fasi della vita, tra cui l’infanzia, l’adolescenza, il primo innamoramento, la morte, il razzismo, la guerra, una canzone sui piranha ecc. (ridono). Per gli appassionati, specifichiamo che la guerra è tra totani e calamari per ragioni ovvie di razzismo.»

di LORENZO STIATTI

IG: @thefinspunkrock

Lorenzo Stiatti
LORENZO STIATTI

Chitarrista e cantautore, principalmente legato da un amore indissolubile alla musica punk e a tutte le sue derivazioni.
Lettore accanito sin dall’infanzia e scrittore al giorno d’oggi.

Related Posts