L’estate è spesso associata a leggerezza, vacanze, giornate all’aria aperta e ritmi più rilassati. Eppure, per molti bambini, questo periodo dell’anno rappresenta anche un grande cambiamento.
Finisce la scuola o il nido, cambiano gli orari, le persone di riferimento, gli ambienti e le abitudini quotidiane. Alcuni bambini vivono questi cambiamenti con entusiasmo, altri possono mostrare maggiore irritabilità, fatica, oppositività o regressioni in alcune competenze già acquisite.
Questo non significa che stiano vivendo male l’estate, significa semplicemente che stanno cercando di adattarsi a una nuova realtà, sono comportamenti che spesso raccontano semplicemente il bisogno di ritrovare nuovi punti di riferimento in una realtà che è cambiata.
I bambini, infatti, trovano sicurezza nella prevedibilità. Sapere cosa succederà, chi si prenderà cura di loro e come si svolgerà la giornata, li aiuta a sentirsi competenti e tranquilli. Quando questi riferimenti vengono meno, hanno bisogno di tempo per riorganizzarsi.
Ecco perché uno degli strumenti più preziosi che abbiamo come genitori è la preparazione.
Spesso pensiamo che sia meglio non parlare troppo in anticipo di ciò che accadrà, per evitare preoccupazioni o domande. In realtà, nella maggior parte dei casi, accade esattamente il contrario. I bambini affrontano meglio le novità quando sanno cosa aspettarsi.
Raccontare che presto finirà la scuola, spiegare dove si andrà in vacanza, mostrare fotografie dei luoghi che visiteremo o descrivere come saranno organizzate le giornate permette ai bambini di costruirsi una sorta di “mappa mentale” di ciò che li aspetta.
Preparare un bambino non significa eliminare tutte le sue emozioni o tutte le possibili difficoltà. Significa offrirgli gli strumenti per affrontarle con maggiore sicurezza. Questo vale per ogni cambiamento: una vacanza, un nuovo centro estivo, una notte fuori casa, l’inizio della scuola primaria o qualsiasi altra esperienza nuova.
Un altro aspetto importante riguarda le routine. Spesso l’estate viene associata alla libertà assoluta e certamente è bello concedersi maggiore flessibilità. Tuttavia, flessibilità non significa assenza di punti di riferimento. I bambini continuano ad avere bisogno di alcuni rituali che li facciano sentire al sicuro. Non è necessario mantenere gli stessi orari dell’inverno, ma può essere utile conservare alcune abitudini che scandiscono la giornata e aiutano il bambino a orientarsi.
Anche piccoli gesti ripetuti nel tempo possono fare la differenza: una storia prima di dormire, un momento dedicato alla colazione insieme, una passeggiata serale o semplicemente alcune routine che restano riconoscibili nonostante il contesto cambi.
A cura di Elena Randellini
Pedagogista
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Infine, c’è un aspetto che spesso dimentichiamo: anche i genitori stanno affrontando un cambiamento. L’organizzazione familiare si modifica, i ritmi diventano diversi, la stanchezza accumulata durante l’anno, gli impegni lavorativi che continuano, la gestione dei figli fuori dal contesto scolastico e la necessità di conciliare esigenze diverse possono generare fatica e frustrazione e le aspettative sull’estate rischiano talvolta di trasformarsi in una fonte di pressione. Così come i bambini hanno bisogno di trovare nuovi punti di riferimento, anche gli adulti necessitano di costruire gradualmente nuovi ritmi e nuovi equilibri. Accogliere questa fase con maggiore gentilezza verso sé stessi permette spesso di vivere il cambiamento con maggiore serenità e realismo.
Non servono giornate impeccabili, attività straordinarie o programmi sempre entusiasmanti.
I bambini non hanno bisogno di un’estate perfetta. Hanno bisogno di adulti che li accompagnino nei cambiamenti con presenza, ascolto e fiducia.
Perché crescere significa anche imparare ad affrontare ciò che cambia. E quando un bambino sa di poter contare su un adulto che lo comprende e lo sostiene, ogni cambiamento diventa un po’ meno spaventoso e un po’ più facile da vivere.


















