Nello scorso numero ci eravamo lasciati parlando di tennis e in realtà ci muoviamo di poco. Rimaniamo sempre con le racchette in mano, andando a conoscere la storia di una ragazza che sta dedicando la sua vita a uno sport parente stretto del tennis: il padel.
La ragazza in questione è Elena Carboni, classe ’96, che ha prima di tutto un passato da tennista di ottimo livello: “In realtà volevo giocare a calcio, ma la mamma non ne ha voluto sapere! Sono entrata nel campo da tennis a 7 anni e da lì non ne sono uscita per i successivi 19. Nel 2008 ho vinto i Campionati Italiani Under 12 e, nello stesso anno, a Parigi, è arrivato il successo nei Campionati Mondiali della stessa categoria. A quell’età prendi tutto come un gioco, ma da lì ho iniziato a capire che c’era da lavorare sodo per diventare una professionista. Nel 2012 sono andata a Valencia, dove sono rimasta per un anno e mezzo, avendo la possibilità di allenarmi regolarmente con due ragazze che poi sono diventate tra le migliori al mondo: Paula Badosa (ex n.2 del mondo) e Sara Sorribes Tormo (ex n.32). Mi allenavo 7-8 ore al giorno e facevo tornei internazionali, ma mi sono resa conto che per diventare professionista devi essere una macchina. Io, in quel momento, non ero pronta, così ho scelto di concludere questa esperienza – che comunque mi rimarrà sempre nel cuore – e tornare a casa.”
Rientrata in Italia, Elena ha continuato a giocare a livello agonistico, fino a quando non si è appassionata all’insegnamento: “Finite le superiori sono subito diventata Istruttrice di primo grado e ho iniziato a insegnare. In realtà gli anni seguenti sono stati anche il periodo più proficuo in campo: giocavo tornei nazionali e ho raggiunto la classifica di 2.4. Nel 2021 ho ricevuto un’offerta di lavoro e mi sono dedicata totalmente all’insegnamento, prendendo anche il secondo grado di Istruttrice.”
Proprio in quel momento, però, entra in gioco il padel nella vita di Elena: “Avevo giocato una volta sola in Spagna e a fine 2021 ho riprovato qui in Italia con degli amici, divertendomi molto. Quasi per scherzo, a febbraio 2022 ho deciso di fare un torneo di 3ª categoria in coppia con una mia ex avversaria tennistica, Vittoria Avvantaggiati, e lo abbiamo vinto. C’erano coppie che giocavano insieme da anni, e vincendo quel torneo ho capito che forse qualcosa di buono lo potevo fare con questo sport. Ho iniziato quindi ad allenarmi, affiancata da Stefano Baraldo – che mi era già stato accanto nella preparazione tennistica – e a girare facendo tornei, ritrovando quell’agonismo che negli ultimi anni avevo perso.”
Ad aprile 2022, nel Chiassa Sporting Club, gestito dalla sua famiglia, prende forma l’idea dei campi da padel, ed Elena ci si dedica totalmente: “Il babbo e lo zio (gli ex calciatori Guido e Amedeo Carboni, ndr) avevano aperto da poco il circolo alla Chiassa, il paese in cui sono cresciuta, e a loro è venuta l’idea di ampliare l’offerta con il padel, oltre al calcio e al beach volley che già c’erano. Le cose hanno preso la piega giusta e io ho preso il primo grado di Istruttrice anche nel padel, iniziando così a fare lezioni. A settembre ho deciso di appendere definitivamente al chiodo la racchetta da tennis e mi sono tuffata in questo secondo capitolo della mia vita sportiva. Da lì è iniziato anche il mio percorso tecnico, che oggi mi ha portata a diventare Maestro Nazionale di padel.”
Scelta più che azzeccata, dato che in questi tre anni di traguardi ne ha raggiunti molti: “Ho ritrovato il gusto di sognare con lo sport che avevo da bambina. Sono stata in Spagna diverse settimane, allenandomi con Mariano Llanos (nazionale argentina negli anni ’90) e Paula Eyheraguibel (ex n.1 del mondo), dove hanno una cultura e una preparazione diversa in questo sport. Competo sia a squadre che in coppia: ho iniziato con la Serie D all’Arezzo Padel Club, per poi giocare una stagione in Serie C e la successiva in Serie B con il Maluva Centro Padel Firenze. L’anno scorso è arrivata la promozione in Serie A: è stata una delle emozioni più belle che abbia provato nello sport, anche perché mi hanno schierato nella partita decisiva, che ho vinto al terzo set. Siamo diventate la prima squadra toscana nella storia a giocare la massima serie, disputando un gran campionato e perdendo solo nella finale per il titolo italiano. Questa stagione, oltre alla squadra, mi sono dedicata molto all’attività personale: ho iniziato l’anno da n.25 di seconda fascia e l’obiettivo era entrare nelle prime 10, mentre sono arrivata n.1. L’obiettivo adesso è entrare in prima fascia italiana, in cui ci sono solo 15 posti disponibili, e ci sono davvero vicina!”
Non solo agonismo, non solo vittorie. Elena ha scoperto anche un lato del padel che forse non avrebbe mai pensato di toccare: “Nell’estate del 2022 mi è stato proposto un progetto con ragazzi disabili del centro diurno Il Mosaico della cooperativa Progetto 5. Non avevo mai fatto niente di simile, ma è bastata una prova per innamorarmi: la lezione non è standard, si crea un microcosmo fatto di emozioni, gesti, sguardi che va oltre lo sport, ed entra un lato umano che ti lascia qualcosa dentro. Lavoro con ragazzi con sindrome di Down o con ritardo cognitivo, alcuni anche con difficoltà motorie, che una volta alla settimana vengono al circolo a fare un’ora di padel. L’entusiasmo che hanno è inspiegabile: ogni volta che la pallina supera la rete, per loro è un traguardo. A inizio anno siamo stati premiati dalla FITP (Federazione Italiana Tennis e Padel) come miglior progetto sociale in Toscana, e spero che anche altre realtà della zona si rendano conto di quanto sarebbe importante includere un progetto di questo tipo nelle loro attività. Lavorativamente parlando, credo che sia la cosa più bella che abbia mai fatto.”
di MASSIMILIANO CUSERI
IG: @ellicarbo
Pianista innamorato dello sport. Sono passato da Bach ai compositori contemporanei, così come ho esplorato gli sport più disparati, dall’hockey al biathlon. Ho iniziato a scrivere tardi, ma spero di essere ancora in tempo per raccontare tutto ciò che finora ho potuto esprimere “solo” attraverso la musica.



















