Siamo fuori di testa, ma diversi da loro
WEARE#15

Ringraziamo i Maneskin per averci dato lo spunto e prestato una riga del testo della loro nuova canzone, come titolo del pezzo. Lo sapete, è in “Zitti e buoni”, il brano con cui hanno vinto Sanremo. La loro esibizione, nella serata delle cover con Manuel Agnelli (ovviamente insieme al bacio di Achille Lauro) ha svegliato (oltre ai sensi!) molti di noi, letteralmente, dall’appisolamento da divano; provati dalle conchiglie di Orietta Berti, dalle battute di Fiorello e storditi dagli acuti de Il Volo.
Tranquilli: No, non è un articolo-commento su Sanremo e ok, non ne parleremo mai più in questa rivista…
Ma quando abbiamo sentito quelle parole non abbiamo resistito e ci siamo messi a ballare davanti alla tv, sentendoci parte di quel “siamo fuori di testa, ma diversi da loro”. Complice l’ennesimo sabato sera passato in casa, tra pizza home made e bottiglia di vino preferita, per noi di WEARE riconoscerci in quella frase è stato facile, quasi banale.
Che siamo fuori di testa ve l’hanno confermato le nostre copertine e qualche intervista, ma che siamo diversi da loro ci sentiamo di urlarlo forte, come fa Damiano, con orgoglio e con una voce graffiante, alternativa; un suono nuovo che ti entra nelle orecchie, si insinua nella testa e non esce più. Lo sapete che vogliamo essere tutto questo. Poco presuntuosi, ci vogliamo auto-incoronare come quel magazine che aspetti con l’ansia, proprio con L’ansia; quell’odore di inchiostro che ti rapisce; quelle storie che non puoi più fare a meno di leggere, perché tanto parleranno di sicuro di qualcuno che conosci o con cui sei andato a scuola.
La nostra diversità è la nostra forza; amare la diversità è la nostra forza. L’essere pop e alternativi allo stesso tempo ci permette di darvi un oggetto in cui riconoscervi e sentirvi parte di un club cittadino. Non è esclusivo perché è aperto a tutti, ma è unico perché parla della pluralità di tutte le persone che ci stanno dentro.
Ancora ce lo dovremo gustare da casa o comunque con le abitudini dell’epoca d.C. fiduciosi che l’estate porterà, come sempre ha fatto, quelle vibes calde e nuove che ci aiuteranno a riemergere da un inverno torbido. Intanto mettiamo la testa fuori, facciamo capolino ad un sole tiepido come le lucertole, godendocelo comunque tutto fino in fondo, con più ore di luce e speriamo qualche nuova serie su Netflix. Tanto ce la riprenderemo la città. Succederà. Ma intanto, apriamo la porta e affacciamoci a quello che verrà; fuori di testa e diversi da loro!

editoriale di MELISSA FRULLONI

MELISSA FRULLONI

Vegetariana militante. Animalista convinta.
Femminista in prova. Cresciuta con il poster di Jim Morrison appeso alla parete.
Romanticamente (troppo) sensibile e amante della musica vintage.
Una laurea in giornalismo, un cane, 30 anni, mille idee e (a giorni alterni) la sensazione di poter fare qualsiasi cosa…

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