Adattamento in Realtà Aumentata

Sopravvive chi si adatta al cambiamento.” Per gli amanti di Darwin questa frase racchiude in sé la regola principale del vivere moderno; per tutti gli altri, a poca distanza dalla fine dell’emergenza Covid19, ha assunto un’attrattiva diversa e viene vista con occhi nuovi. Rappresenta una ripartenza, un ribaltamento di ruoli e situazioni che ci permette di cogliere un’opportunità di crescita anche dalla situazione disperata che ci siamo lasciati alle spalle.
Non c’è dubbio che tutto quello che abbiamo vissuto in questi mesi rappresenti un cambiamento epocale, uno stravolgimento che ha coinvolto ogni ambito del nostro vivere. In un mondo in cui “smart working” è diventata la parola più usata e i rapporti sociali si sono di molto ridotti, c’è chi ha saputo trarre vantaggio dall’utilizzo di un nuovo modello di business, sempre più smart, sempre più digitale e tecnologico. Per questo e non a caso siamo tornati a fare una chiacchierata con lo staff di Tera Automation che ha fatto della robotica e dell’automazione le keywords della propria attività.
Vi avevamo già presentato l’azienda casentinese in un precedente numero di WEARE. Questa volta la nostra intervista (virtuale… visti i tempi ci siamo adattati) si è concentrata su un’importante novità che Tera Automation ha sviluppato in collaborazione con Italimpianti Orafi, azienda aretina, specializzata nella fabbricazione di macchine per la lavorazione dei metalli preziosi. È l’assistenza guidata da remoto in Realtà Aumentata (o AR, Augmented Reality).
Come sappiamo il Coronavirus ha impedito gli spostamenti sia all’interno del territorio nazionale che all’estero. Vista l’impossibilità dei tecnici di Tera e Italimpianti di muoversi per raggiungere fisicamente i propri clienti e assisterli nella manutenzione o nel montaggio delle macchine da loro prodotte, si è sviluppata l’idea di fornire un’assistenza a distanza, da remoto appunto, utilizzando dispositivi tecnologici di ultima generazione.
Il cliente diventa capace di intervenire sulla macchina a mani libere, indossando unicamente un visore (SmartGlasses). Sono i tecnici Tera e Italimpianti che lo guidano nelle varie operazioni; collegandosi in remoto riescono a vedere quello che vede lui e sono in grado di indicargli tutte le procedure da seguire sia per il montaggio che per la riparazione delle macchine. “I see what you see” è il motto di questa nuova modalità di intervento e di lavoro.
Nel caso il cliente non disponesse del visore (il costo di questo oggetto ad oggi non è trascurabile) può comunque utilizzare un tablet o uno smartphone e lasciarsi guidare dai tecnici specializzati.
I vantaggi di questa operazione sono molti. Innanzitutto c’è un risparmio, in termini economici, sia per le aziende che per i clienti, oltre ad essere una soluzione ecologica rispetto alle assistenze tradizionali.
I costi delle trasferte vengono completamente abbattuti, così come i tempi di risposta. Prima dell’utilizzo della Realtà Aumentata, nella migliore delle ipotesi, dopo la chiamata del cliente, i trasfertisti dovevano percorrere diversi chilometri in auto per poterlo raggiungere e risolvere il suo problema. In altri casi i chilometri da percorrere erano molti di più ed occorreva salire su un aereo per arrivare a destinazione. Oggi la risposta invece è immediata. Il tecnico può rispondere subito al cliente ed aiutarlo direttamente a risolvere il guasto o assisterlo per l’intero montaggio della macchina.
Questo progetto, condiviso tra Tera Automation e Italimpianti Orafi che hanno dato vita ad una vera e propria partnership per realizzarlo, è diventato operativo nelle ultime settimane, sotto la spinta dell’emergenza Covid che ha accelerato idee e processi legati all’esperienza della Realtà Aumentata.

Molte cose fino ad oggi possibili, ma forse non ritenute necessarie, sono diventate improvvisamente vitali e molte aziende hanno dovuto rivedere il loro modo di lavorare e di approcciarsi ai clienti. Webinar, riunioni virtuali, fino a qualche mese fa sembravano attività secondarie, oggi sono diventate la regola. Così come la Realtà Aumentata che presto entrerà sempre più a far parte delle nostre vite. In questo senso il Coronavirus è stata la molla che ha fatto scattare molti processi innovativi rimasti latenti e Tera ne ha subito saputo cogliere i vantaggi.
Al di là del nome, che può sembrare altisonante, la Realtà Aumentata è uno strumento spendibile per tutti, non solo per la grande impresa estera, ma anche per il piccolo artigiano di zona. Un’app e un tablet sono tutto ciò che serve per utilizzarla e Tera ha volutamente creato uno strumento semplice e pratico, senza troppe caratteristiche aggiuntive che forse lo avrebbero reso poco usabile.
Da Tera confidano che il progetto prenda sempre più campo e che altri clienti provino ad utilizzare il prodotto. Il futuro è già diventato presente e dall’azienda c’è tutta l’intenzione di seguire questa strada, anche se torneremo a muoverci liberamente per il mondo e viaggiare tornerà ad essere la normalità. Le trasferte saranno comunque limitate a situazioni in cui è indispensabile la presenza fisica di un tecnico, per tutte le altre, la Realtà Aumentata diventerà uno strumento fisso di utilizzo.
Tera Automation e Italimpianti Orafi si sono inserite in modo incisivo nelle soluzioni tecnologiche di ultima generazione e sono riuscite a reagire con forza e fermezza all’emergenza. Con fare camaleontico sono riuscite a modificare i loro modelli di business, cambiandoli in funzione di quello che poteva essere più utile in questo momento di crisi. Si sono adattate al cambiamento… La sopravvivenza è assicurata.

di MELISSA FRULLONI

MELISSA FRULLONI

Vegetariana militante. Animalista convinta.
Yoga praticante. Cresciuta con il poster di Jim Morrison appeso alla parete.
Romanticamente (troppo) sensibile e amante della musica vintage.
Una laurea in giornalismo, un cane, 30 anni, mille idee e (a giorni alterni) la sensazione di poter fare qualsiasi cosa…

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