Crepuscolare
WEARE #21 è in città

Incerto, vago, indefinito… È questo il significato che Treccani attribuisce alla parola crepuscolare. Per me è tutto questo e molto di più se penso al periodo a cui andiamo incontro… Un’epoca buia e cupa fatta di automi perfetti, tutti uguali, senza particolarità, precisamente inquadrati in binari che portano all’omologazione. Sai già cosa pensare, chi devi amare, come ti devi vestire, comportare, senza uscire da quella linea tracciata da altri per cui un disturbo alimentare è una devianza (mi ricorda qualcuno che considerava devianze anche le disabilità, l’omosessualità, un diverso colore della pelle, altri pensieri politici… ma quella è solo storia giusto?).
Stati e sentimenti crepuscolari, un oscuramento psichico che pare pronto a manifestarsi in molti di noi e deflagrare in un botto pazzesco, in cui a saltare potrebbe essere la nostra libertà, quella che su queste pagine, andiamo riconcorrendo, decantando, mitizzando numero dopo numero, mostrandovi ogni sua faccia e declinazione, dalla musica, all’arte, a corpi “non perfetti”, ma fantastici, come quello della cover che arriva direttamente dal progetto “Toccami”.
Siamo una sorta di setta di poeti crepuscolari… Cantiamo l’amore per le piccole cose e gli ambienti pop, capaci di saziare la nostra voglia di libertà!

editoriale di MELISSA FRULLONI

MELISSA FRULLONI

Vegetariana militante. Animalista convinta.
Femminista in prova. Cresciuta con il poster di Jim Morrison appeso alla parete.
Romanticamente (troppo) sensibile e amante della musica vintage.
Una laurea in giornalismo, un cane, 32 anni, mille idee e (a giorni alterni) la sensazione di poter fare qualsiasi cosa…

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