Scroll Top
Piqued Jacks
Intervista alla band buggianese Piqued Jacks.

Andrea Lazzaretti, Francesco Bini, Tommaso Olivieri e Marco Sgaramella. Ma se preferite potete chiamarli E-King, Majic-o, Littleladle e HolyHargot. E no, non sono i supereroi di un fumetto. Sono i Piqued Jacks, band indie-rock che da Buggiano, paese in provincia di Pistoia, si è ritagliata uno spazio sempre più importante nella scena musicale italiana.
Questi quattro ragazzi toscani dai banchi di scuola ne hanno fatta di strada: due EP, un album all’attivo – “Climb Like Ivy Does” pubblicato nel 2015 – fino alle esibizioni su palchi di rilievo internazionale.
Come loro stessi ci suggeriscono, per capire il nome della band basta osservarne il logo.
Se, invece, siete curiosi e volete sapere qualcosa di più su tutto il resto, prendetevi qualche minuto di tempo per leggere questa intervista.

Come nascono i Piqued Jacks e come vi descrivereste a chi non vi conosce?
«I Piqued Jacks nascono così tanto tempo fa che Alberto Angela potrebbe dedicargli una puntata.
A dire il vero, la storia è sempre la stessa: un gruppo di amici di scuola che si mettono insieme quasi per gioco, ma con la differenza che non ci siamo persi per strada. Siamo nudi e puri (metaforicamente, ma nemmeno troppo!) così come ci vedete e sentite; siamo una rock band che mette il cuore al primo posto.
Dal punto di vista musicale, direi che il nostro stile è qualcosa che si sente poco in giro: un intreccio eterogeneo di pop, alternative e funk.»

Quali sono gli artisti che hanno influenzato di più il vostro stile?
«Uno per membro. Uno per ruolo. Rapido e indolore: Chris Martin, Steve Lukather, Flea, Ian Paice.»

Questa prima parte del 2023 è stata segnata da alcune tappe importanti nel vostro percorso artistico-musicale: dalla partecipazione all’Eurovision Song Contest al palco di Firenze Rocks. Vi va di parlarci di queste esperienze?
«Eurovision è stato un tornado che ha sconvolto le nostre vite, un’esperienza indimenticabile che ci ha letteralmente travolti. Ci ha consentito di aprirci ad un pubblico enorme e di salire qualche gradino in più nel mondo del business musicale. Il mondo televisivo è davvero diverso dalla vita da palco e furgone a cui siamo abituati, ma siamo felici di aver affrontato tutto senza snaturarci, tirando fuori noi stessi e godendocela fino all’ultimo secondo.
L’esperienza di Firenze Rocks a tratti sembra ancora più surreale, considerato che abbiamo aperto ai The Who. Onestamente, era un palco che puntavamo da anni ed è stato bello prenderselo tutto.»

Uno dei vostri brani più conosciuti è “Like an Animal”: come nasce questo pezzo e di cosa parla?
«La primissima bozza è venuta fuori durante la pandemia, scambiandoci audio da una casa all’altra. Poi abbiamo ritrovato tutto mesi dopo e nel giro di un paio di settimane è nato il pezzo, un brano che riassume bene la nostra cifra stilistica dell’ultimo anno. Rock, pulsante, ballabile, diretto. Il testo è molto libero, parla del corteggiamento nelle sue sfumature più provocatorie e sessuali, un invito a lasciarsi andare ai propri istinti.»

Ultimissima domanda: vi va di farci qualche spoiler sui progetti futuri?
«Quest’anno ne abbiamo passate così tante che abbiamo preso appuntamento per farci psicanalizzare in gruppo.»

di AGNESE ANDREONI

Contatti
IG: piquedjacks_
FB: Piqued Jacks
Mail: piquedjacks@gmail.com

Credits: Aurora Cesari

Agnese Andreoni
AGNESE ANDREONI

Classe 1993, osservo ciò che mi circonda attraverso la mia macchina fotografica. Leggo tanto e a volte provo anche a scrivere.  Mi piacciono la musica (soprattutto quella punk), il mare, le lunghe camminate e i gatti.

Post Correlati