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NÉA, tutto torna

Oggi quel nome identifica un progetto che parla di gioielli, anche se sarebbe riduttivo fermarsi all’oggetto. NÉA vuole costruire un linguaggio, un piccolo rito quotidiano.

Ci sono idee che nascono perché manca qualcosa sul mercato e poi ce ne sono altre che arrivano quando, a mancare, comincia a essere qualcosa dentro di noi. NÉA nasce più da qui che da qualsiasi business plan: da una domanda che Clara Donati ha iniziato a farsi a un certo punto della sua vita, quando la strada professionale era già tracciata, il lavoro c’era, la carriera pure, ma continuava a rimanere aperto uno spazio. Quello della creatività più libera, delle mani, delle cose costruite lentamente: “Posso fare anche altro?”

A volte basta una domanda così per cambiare traiettoria o, forse, direbbe Clara, per accorgersi che anche quella deviazione faceva parte da sempre dello stesso percorso. Perché in NÉA tutto tende a tornare: il tempo, le stagioni, le persone, i gesti, perfino le strade sbagliate. Tutto si muove in cerchio.

Clara è architetta e ha costruito una professione in cui creatività e tecnica devono necessariamente imparare a convivere, ma prima ancora di tutto questo c’erano una bambina che girava con un quaderno per disegnare quello che vedeva e, inspiegabilmente, delle pinzette da gioielliere sempre in casa. C’era una madre creativa, un padre ingegnere con il talento di rimettere in moto gli ingranaggi delle aziende, una nonna professoressa che le regalava libri di mitologia e una nonna sarta. Probabilmente NÉA era già lì, molto prima di avere un nome. Oggi quel nome identifica un progetto che parla di gioielli, anche se sarebbe riduttivo fermarsi all’oggetto. NÉA vuole costruire intorno a ogni pezzo un linguaggio, un gesto, quasi un piccolo rito quotidiano. Le prime creazioni uniscono acciaio inossidabile, placcature e pietre naturali, materiali scelti anche per poter accompagnare davvero chi li indossa, senza trasformare il gioiello in qualcosa da mettere e togliere continuamente.

L’universo di NÉA guarda in alto: cosmo, astri, comete, cicli lunari, mitologie. Non sono una decorazione costruita intorno al marchio, ma il vocabolario attraverso cui Clara prova a raccontare quello che sente. I classici drop diventano così comete: apparizioni limitate, destinate a passare e, forse, a tornare soltanto in momenti particolari. Le collezioni non seguono soltanto il calendario ma la stagionalità, i colori che cambiano, i frutti, i ritmi della natura. Anche i nomi affondano nella mitologia greca, romana, egizia, in quel mondo antico in cui ciò che accadeva sulla Terra veniva letto cercando una corrispondenza altrove. NÉA stessa contiene l’idea di una nuova dea, mentre la prima collezione, Origin, nasce nella casa di Ananke, divinità primordiale legata alla necessità e all’ordine del cosmo.

Il cerchio, però, non riguarda soltanto il cielo, ma anche il tempo. Quello che oggi sembra non bastare mai e che NÉA, paradossalmente, vuole provare a rallentare. Anche per questo le collezioni non arriveranno tutte e subito, ma per parti; i pezzi saranno pochi, alcuni torneranno, altri no. C’è spazio per l’attesa, perfino per il desiderio di non sapere immediatamente cosa verrà dopo. È una scelta quasi controcorrente in un mondo allenato allo scorrimento continuo, alla novità successiva prima ancora di aver guardato davvero quella presente, ma come dice Clara: “Voglio ridare importanza al tempo.”

Anche perché lei stessa ha dovuto imparare che non tutto arriva quando lo vorremmo noi. A trentaquattro anni si è chiesta perché NÉA non fosse nata prima… Perché prima non era il suo momento. Non sempre siamo in ritardo con idee o progetti; qualche volta stiamo semplicemente facendo il giro necessario per arrivare nello stesso punto con occhi diversi.

Dentro questo “ritorno” c’è anche qualcosa di profondamente concreto: le mani. In piena epoca di intelligenza artificiale, per Clara c’è un gesto che nessuna macchina può rendere davvero uguale: quello di qualcuno che sceglie, tocca, compone. Per questo NÉA vuole restare artigianale, perché l’imperfezione non è un errore di produzione, ma una traccia umana.

Accanto a Clara in questa “nascita” ci sono Fabrizio, il compagno che le ha dato la spinta quando era più semplice trovare cento ragioni per non cominciare, e Deborah, l’amica che lei definisce una “sorella d’anima”, presenza costante, confronto e sostegno. Ma ci sono anche i genitori, i nonni, le storie familiari, perfino una rosa che continua a comparire come un piccolo segnale e che rimanda alla nonna paterna che ogni domenica le regalava la più bella del suo giardino.

NÉA non nasce per inventare un universo nuovo, ma per ricordarci che ne facciamo già parte e che ci sono stagioni in cui crescere e altre in cui fermarsi, comete che passano una volta sola e altre che inspiegabilmente ritornano, persone che entrano nella nostra orbita e cambiano la direzione di tutto. E oggetti che, qualche volta, possono diventare un segno da portare addosso per ricordarsi che niente procede davvero in linea retta.

di MELISSA FRULLONI

neajewels.com
IG: @wearenea

Melissa Frulloni
MELISSA FRULLONI

Vegetariana militante. Animalista convinta. Femminista in prova. Cresciuta con il poster di Jim Morrison appeso alla parete. Romanticamente (troppo) sensibile e amante della musica vintage. Una laurea in giornalismo, un figlio umano e uno peloso, mille idee e (a giorni alterni) la sensazione di poter fare qualsiasi cosa…

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