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#condividilarte con WEARE
FINO AL 31 GENNAIO 2020
Arezzo
laregoladipiero.wordpress.com
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“Ehi, ma hai visto quel coso?”
“Che coso?”
“Dai, quel coso blu che hanno messo a San Francesco!”
“Ah, ma quello alto alto fatto con tutti i numeri? Sì! Ma che è?”
“Ah boh, o che ne so, ogni tanto ne scappa una!”
“Sarà un’icastica, boh.”
Non so se in questo periodo ti è capitato di sentire una conversazione del genere, o magari sei stato tu stesso il protagonista di uno scambio simile di battute con gli amici (su, ammettilo, non vergognarti, tanto non lo saprà nessuno), ma a me è capitato.
Erano i primi giorni di luglio, un caldo atroce, stavo salendo dal Corso con una granita al cocco in mano. Passando accanto a due ragazzini ho sentito questa conversazione. Era da un po’ che non tornavo in San Francesco e ancora non avevo visto quel “coso blu”, ma avevo capito di cosa si trattasse. E no, non è un’icastica. Sicuramente in questo periodo l’avrai notato anche tu, e magari hai visto anche altre “cose” per Arezzo, ma non ci hai fatto caso, o non sai che sono tutte opere collegate e tutte dello stesso artista. Allora, continuando la mia passeggiata (ormai la granita era finita, purtroppo) mi è venuto in mente che sarebbe stato bello fare una sorta di caccia al tesoro per scoprire insieme le altre opere. Ora ti spiego le regole, ma prima ti dico di cosa stiamo parlando.
Le opere d’arte, più di 50, che sono in questo periodo ad Arezzo fanno parte della mostra La regola di Piero, di Mimmo Paladino, e sono esposte fino al 31 gennaio 2020 lungo un percorso che si dipana per gran parte del centro storico (grande indizio, attenzione!), tra strade, chiese e musei.
Sono una sorta di omaggio (e molto di più) di Paladino nei confronti di uno dei suoi Maestri ideali, grande fonte di ispirazione per il suo lavoro, il pittore (e matematico!) Piero della Francesca, che ad Arezzo è di casa.
Piero della Francesca per me è una fonte inesauribile di scoperte. La sua capacità di creare forme dalla luce, spazio dalla matematica, colore dal grigio, la sua iconicità quasi araldica, sono un costante punto di riferimento, quasi una regola, per questo ho deciso di raccontarlo ad Arezzo”.
Quindi, le opere lungo questo percorso, tra quadri e sculture, costruiscono una relazione tra i due artisti, a livello teorico e metodologico, manifestando una condivisione di valori, più che un diretto richiamo a livello formale.
Tornando a quel pomeriggio, mi sono abbandonato per le strade di Arezzo a caccia di tutte queste opere, cercando di capirne il significato, ma anche semplicemente godendo della loro vista e del rapporto che si instaura di volta in volta tra loro e la nostra città. Mi piacerebbe che anche tu facessi così, che ti lanciassi in questa caccia per trovare il tuo tesoro preferito.
Una volta trovato sarebbe bello se lo condividessi con me e con noi di WEARE, perché credo che l’arte sia un’esperienza che ci riguarda tutti, e condividerla la rende ancora più preziosa.
Se sei in giro per Arezzo e ti imbatti in opere di Mimmo Paladino, fermati un attimo, cerca di capire di cosa si tratta, poi fai una bella foto, postala o fai una storia su facebook o instagram, ma soprattutto taggaci! (FB: WEARE – Lifestyle Magazine, IG: @wearearezzo).
Facci vedere cosa hai trovato e magari dicci anche dove. Noi ricondivideremo la tua foto, così che anche altri, se ne hanno voglia, possano seguire i tuoi passi! Usa gli hashtag:
#codividilarte #wearearezzo
Comunque, il tanto discusso obelisco blu composto da numeri assemblati tra loro, esposto a San Francesco, si chiama De mathematica. È proprio davanti alla chiesa che ospita le Storie della Vera Croce, perché è un monumento temporaneo alla matematica e alla ricerca dell’esattezza, di cui i trattati scientifici di Piero della Francesca sono un grande manifesto.

di STEFANO BENNATI

Credit Peppe Avallone

Credit Andrea Sbardellati

STEFANO BENNATI

Giro, vedo gente, mi muovo, conosco, faccio delle cose. Appassionato d’arte, letteratura e cinema. Mezzo bibliotecario, mezzo videomaker, mezzo visconte, mezzo sommerso dai libri, mezzo tatuato, mez…
Mi piacciono i calzini colorati.

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