Art (Respect) & Design

Credo che ci sia un invisibile filo conduttore tra design e rispetto. La propria filosofia di vita trova un piccolo spiraglio anche nelle nostre passioni, solo se coltiviamo noi stessi con una certa coerenza. Quello che credo sia un grande traguardo è riuscire a coniugare il proprio essere con il proprio fare. Negli anni mi sono spesso interrogata su come un uomo potesse rispettare al meglio se stesso tramite il proprio lavoro. E conoscendo Diego Donato Bastanzetti, classe 1984, si ha l’impressione di avere a che fare con un ragazzo che non solo segue il proprio sogno, ma lo fa rispettando fino in fondo le proprie ideologie.

Appassionato di design fin dall’infanzia, quando passeggiando tra i vicoli della Fiera Antiquaria si mostrava con un sorrisone tra vecchie credenze francesi e iconiche lampade tedesche; ha seguito questa sua passione anche dopo il liceo: in cerca della propria strada, si diletta arredando case universitarie di amici con mobili di recupero, fino a che non si iscrive ad un’accademia di interior design e poi alla facoltà di Architettura, contornando il tutto con varie esperienze lavorative in falegnamerie che lo avvicinano alla sua vera passione: i materiali e lo stile industrial. La manualità, accarezzare il materiale e sentirne la trama e l’odore, considerarne le caratteristiche native e cercare di valorizzarle.

Conscio di tutte queste priorità, Diego capisce che non gli basta più progettare e disegnare ma che vorrebbe esser parte dell’intero processo: vuole crescere insieme alle sue opere. Il richiamo con la famiglia è molto importante per Diego: è la morte del padre, due anni fa, a lasciargli la forza necessaria per portare avanti il suo progetto. E dopo anni di vita a Firenze, in cui ha potuto avvicinarsi alla tradizione del design fiorentino, ammirando le opere di Super Studio e Archi Zoom, crede che Arezzo, la sua città, possa essere un buon porto in cui fermarsi.

Via Aurelio Saffi, 2°; è qui che Diego nel 2019 apre il suo laboratorio: Bastanzetti Art & Design.
Si innamora fin da subito del posto, centrale, ma un po’ nascosto, non di passaggio, uno di quelli che richiama ricerca, uno di quei posti in cui vai solo se lo conosci. E la casualità vuole che la famiglia Bastanzetti abbia vissuto per molto tempo proprio nella stessa via. Con l’apertura del laboratorio, inizia fin da subito a partecipare alla Fiera Antiquaria, teatro a cielo aperto di opere di design alla portata di tutti. Opere restaurate o arredi su misura: tutte con l’intento di non essere solo pezzi di design per un pubblico di nicchia, ma accessibili a chiunque abbia lo stesso rispetto di Diego.

Ed è proprio questo un punto focale della sua filosofia che continua nei suoi intenti a omaggiare i mobili che restaura o che costruisce: “Per me è fondamentale il rispetto nell’intervenire in qualcosa che è stato creato da un altro essere vivente, un artigiano come me, che ha messo se stesso nella realizzazione di quell’opera. Quando lavoro con un materiale vivo come il legno ne tengo altamente conto, cerco di snaturalizzarlo il meno possibile, voglio che ogni venatura sia visibile all’occhio umano; quando tratto con il ferro, voglio che si vedano tutte le sue imperfezioni, nelle saldature e nelle molature: è il mio stile, voglio che il materiale che utilizzo sia il protagonista, perché solo in questo modo posso continuare a fare pezzi unici: anche due tavoli con lo stesso disegno avranno un aspetto totalmente diverso secondo il materiale che utilizziamo.

Il binomio design-rispetto non riguarda solo i materiali o i pezzi di design, omaggiarne il prima per dare un rispettoso dopo, ma riguarda anche nuova visione consapevole dell’arredamento per sensibilizzare tutti al riuso ed evitare l’eccessivo consumo.
Le nostre dimore dovrebbero avere una propria personalità, l’alienazione fatta di nomi svedesi che ci omologa tutti all’interno del nostro rifugio mi spaventa un po’. Ho cercato di realizzare un progetto di economia circolare funzionante: per esempio, hai un vecchio arredo in casa che ti occupa spazio e non lo puoi più vedere per qualsiasi motivo, portalo da me, ci lavoreremo insieme per donargli una seconda vita. Un riciclo funzionale che non crea rifiuti e inquinamento ma nuove opportunità.

Arezzo ha necessità di nuove giovani menti, che non guardino solo all’arte, ma anche alla sensibilizzazione di questa. Diego apre le porte del suo laboratorio non solo agli acquirenti o ai curiosi, ma anche ad artisti, designer, artigiani con cui condividere le sue passioni e che abbiano voglia di partecipare alla creazione di un collettivo che unisce arte, design e artigianato. L’obiettivo del progetto è quello di poter creare la prima Fiera del design di Arezzo che si svolgerà all’ex Fonderia Bastanzetti.

di GIULIA MIGLIORI

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info@bastanzetti.com
FB: Bastanzetti Design
IG: @bastanzettidesign

GIULIA MIGLIORI

Architetto per lavoro, pigra per passione. Mi piacciono i carboidrati, il vino e complicare le cose semplici. Amo l’inverno, il vintage e il libro sul comodino. La signora in giallo è il mio programma tv preferito. Mi annoio facilmente, mi appassiono a tutto e mi contraddico spesso.

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