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E' già scesa una sottile brina
WEARE#5
Resta solo l’inverno, freddo, con i piedi ghiacciati. L’unica fortuna è quel fuoco che mi accendo la sera

È freddo. Ho i piedi ghiacciati. Il vento mi sposta i capelli e lo sento scorrere sul collo. Ho gli occhi chiusi e anche con le palpebre serrate, vedo questo immenso bianco che si perde tutto intorno a me. Ho la pelle bianchissima, avvolta in un chiarore di ghiaccio che mi fa sentire come un gambo secco e sterile. Un albero senza più capelli, lasciato calvo da questo inverno che è arrivato piano, prima con la pioggia, poi con un leggero freddo, mentre le sue foglie si accumulavano in giardino. Un anno intero nell’attesa del Natale, delle sue luci e del suo calore e poi quando ancora una volta finisce più niente… Resta solo l’inverno, freddo, con i piedi ghiacciati.

L’unica fortuna è quel fuoco che mi accendo la sera, un bagliore arancione che si espande e che potrebbe sciogliere tutta questa neve, tutto questo gelo che ci porteremo dietro fino a marzo. Quel fuoco che mi brucia nella testa è come un fiume di idee in piena. Una lunga chioma impazzita che scorre sulle spalle, brucia e scioglie, brucia e cammina lungo la schiena, fino ad accendere un guizzo. E quel guizzo lo ritrovo in queste pagine. Una guida nella città ghiacciata che mi permette di destreggiarmi, di sapere dove andare, cosa bere, cosa mangiare. Mi muovo come una luce intermittente impazzita che si accende e si spenge, corre e si ferma, in questa giostra quotidiana di alti e bassi, come sulla ruota panoramica. E da quassù la vedo la mia Arezzo, il cielo terso, le stelle che iniziano a comparire pian piano, la luna fine e allungata, le macchine che hanno già preso la brina. Anche loro sono vittime di questo incantesimo congelato… E ora annuso l’aria. I piedi sono ancora ghiacciati.

Il vento freddo mi entra nelle narici. Ora è una guerra tra il gelido che viene da fuori e il fuoco dei miei capelli. Vorrebbe spegnerli. Fermare queste idee, fermare questo pensiero, ma anche con la forza del freddo dalla sua parte, non ci riuscirà e continuerò a mettere su carta il mio guizzo, ciò che mi guida in questa città e tra queste auto ghiacciate in cui è già scesa una sottile brina…

editoriale di MELISSA FRULLONI

MELISSA FRULLONI

Vegetariana militante. Animalista convinta.
Yoga praticante. Cresciuta con il poster di Jim Morrison appeso alla parete.
Romanticamente (troppo) sensibile e amante della musica vintage.
Una laurea in giornalismo, un cane, 27 anni, mille idee e (a giorni alterni) la sensazione di poter fare qualsiasi cosa…

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