It was a dream
WEARE#14

È stato tutto un sogno. Uno strano, terrificante, psichedelico sogno. Di quelli indotti da una serata non proprio lucida trascorsa in casa; con una trama da far invidia alla più inquietante delle puntate di Black Mirror.

Ormai ci abbiamo fatto l’abitudine. Sembra di aver sempre vissuto così; tra queste quattro mura, entro questi minuscoli confini, emozionati per aver conquistato la possibilità di berci un caffè. Vedere un film in cui tutti sono a volto scoperto ti fa strano, tanto quanto questa attesa e la cappa di immobilismo che si è creata nell’aria, come dopo una nevicata.

Rammentate? Fuori da qui c’è un mondo. A me lo ricorda un aereo che in solitudine attraversa il cielo d’inverno. Il periodo ti porta verso mete più o meno lontane, nostalgia di viaggi, cene, bevute. Lo guardi e inevitabilmente, come facevi da bambina, ti chiedi “dove andrà?” Tu dove vorresti andare? Per raggiungerlo quel posto forse ti faresti bastare un monopattino elettrico, ma il coprifuoco incombe e rifai con il cane anche dieci volte il giro del quartiere.

La fortuna di vivere ad Arezzo è che se la cartina tornasole del contagio iniziasse a tendere al giallo, potremmo almeno fuggire verso i boschi della provincia e goderci qualche prospettiva veramente invernale. Il gesto di mangiarsi la neve che cade, circondati dal suo silenzio, ad occhi chiusi, quasi
come se fossimo in un viaggio, verso quelle mete più o meno lontane che almeno con la mente possiamo raggiungere sempre, ora e ovunque.

Vedrete che ci sveglieremo. Una ventata gelida ci riporterà la vita di prima, quella vera, quella libera che puoi vivere come ti pare, dove ti pare, con chi ti pare, vicini o lontani… Come ti pare.

Intanto che aspettiamo di svegliarci, ce ne stiamo ancora un po’ qui ad occhi chiusi, nel freddo dell’inverno, nell’ovatta del bosco, a mangiare neve.

editoriale di MELISSA FRULLONI

MELISSA FRULLONI

Vegetariana militante. Animalista convinta.
Femminista in prova. Cresciuta con il poster di Jim Morrison appeso alla parete.
Romanticamente (troppo) sensibile e amante della musica vintage.
Una laurea in giornalismo, un cane, 30 anni, mille idee e (a giorni alterni) la sensazione di poter fare qualsiasi cosa…

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