La giungla aretina: lotte di stile
Dalle etichette di stile all’anarchia della moda

Sembra passato un secolo dalle lotte di stile tra chi portava il risvoltino più alto sopra le Clarks in quel di Arezzo. Erano i tempi della mia “giovinezza”, i favolosi primi dieci anni del 21esimo secolo. Sbarbini, mods, indie ed emo così sceglievi il tuo stile di vita, i tuoi amici e i tuoi interessi, una tendenza specifica: un diktat. Gli anni sono passati, Arezzo si è evoluta e la moda ha cambiato rotta. Adesso c’è grande libertà.

Passeggiando per il Corso, tra dimore storiche e concept store all’ultima moda, riaffiorano i ricordi di quelle ormai storiche boutique che oggi non ci sono più come Frugo, Shed, Brambilla, L’Originale; pezzi di storia che in anni dove per entrare in internet bisognava staccare ogni tipo di comunicazione in casa per poi passare 10min abbondanti con un bellissimo tupidupitr con il modem 56k, che a dirla tutta sembrava una chiamata extra-urbana a un mondo a noi ignoto, la parola shopping online ancora non sapevamo nemmeno cosa voleva dire e le ricerche di stile si facevano in strada o in biblioteca. Oggi per noi “ex-teenager” tutto questo è solo un ricordo: come gli incontri sotto i Portici e le serate passate sugli scalini di piazza San Michele dove sfoggiavamo i nostri originalissimi outfit e alla domanda “ma dove l’hai comprato?” la risposta era sempre “in questo posto ma era l’ultimo pezzo” – perché al tempo le grandi catene dove tutto era alla portata di tutti esistevano, ma non di certo in una piccola realtà come Arezzo. Di generazione in generazione i giovani aretini di ogni epoca hanno sempre avuto gusto nel vestirsi e una certa predisposizione alla ricerca del bello e dell’autentico. In una città ricca di arte, stile e di eccellenze il fashion rientra in uno di quei canoni che non c’è bisogno di inseguire, ma che abbiamo nel DNA, e fare scelte troppo normali e ordinarie non fa parte del nostro stile di vita. Amiamo andare controtendenza e dimostrare la nostra originalità, anche se non è mai stato facile.

Come di consueto ogni stagione è accompagnata dalle cosiddette “nuove tendenze”, c’è da dire però che di nuovo hanno sempre meno e questi fenomeni stagionali altro non sono che mode passate, rispolverate e ridefinite con altri termini. A oggi c’è una grande voglia di mettersi addosso ciò che più si vuole, senza seguire nessuna regola, una sorta di macedonia. Non c’è una tendenza vera e propria, ma più un mix di stili e gusti, una moda composta da pezzi accostati senza senso ma con un certo senso, una fusione quasi sbagliata che però sembra perfetta, un’eleganza più semplice. Che fosse per inseguire un diktat specifico o per essere semplicemente noi stessi, Noi Aretini Doc amiamo vestirci bene e facciamo molta ricerca, sentiamo di avere un grande senso del gusto e siamo sempre alla scoperta di cose nuove e diverse. Negli ultimi anni l’anarchia fa da padrona nella moda e Arezzo non sembra temere questo nuovo filone, ovviamente ci vuole una minima dose di buon gusto e un po’ di capacità nel saper accostare le cose insieme ma Noi non ci facciamo mancare niente e attraverso carisma e personalità riusciamo a rendere anche un look sportivo più armonioso, senza esagerazioni e con una certa eleganza.

Detta per iscritto così sembra un’oasi perfetta della moda, dove stile e gusto si incontrano per un caffè mattutino “Dal Veraldi” – la Caffetteria Sandy – con le sue linee 70s e moderne, e le cui giornate scorrono tra raggi di luce nelle piazze e nelle stradine del centro storico tra botteghe artigiane e boutique.
Negli anni la Fashion Catwalk Aretina si è spostata ed evoluta nelle più disparate zone della città: dall’amatissima piazza San Michele e i suoi gradoni della chiesa, alla strettissima e underground Via Oberdan nei primi 2000, per non dimenticare gli appuntamenti sotto i Portici, e gli sciami di Vespe e Lambrette con l’inizio della bella stagione, ormai quasi un ricordo lontano. Certamente non sfuggono alla lista le nuove zone cool della città come il gioiellino di Piazza San Francesco per i più chic della scena e i suoi meravigliosi tramonti d’inizio estate, Via Madonna del Prato con le sue stradine strette, le botteghe artigiane e quel fascino un po’ hipster che va tanto di moda in quest’ultimo periodo. Nella parte più a est giusto di fianco al Corso Italia, la zona Sant’Agostino si raccoglie intorno all’omonima chiesa e alla sua piazza. Sant’Agostino è bella anche per la sua vivacità, un’area autentica e vissuta, fuori dalle zone battute dal turismo mordi-e-fuggi, dove trovare localini niente male frequentanti da qualsiasi persona. Non dimentichiamo il Prato gettonatissimo durante il periodo estivo, in particolar modo quando in occasione del Mengo Festival diventa una piccola Glastonbury.
Ma una delle mete preferite dell’esemplare aretino doc è sicuramente il Corso Italia, punto preciso di snodo per ogni meeting-point, perché diciamocelo, per quanto controcorrente vogliamo andare a noi “salmoni” piace sfilare e farci notare sul letto del Corso, che sia di giorno o di sera, nei giorni lavorati e nei weekend, a 10 o a 80anni le vasche del corso rimango uno degli hobby più fedeli.

Sinceramente non sono una grande fan delle passeggiate in centro, ma quelle poche volte che m’inoltro in questa strana realtà ne rimango affascinata. Dopotutto, le cose belle vanno cercate, e piccoli tesori nei quali imbattersi mentre si cammina distrattamente ce ne sono tanti.
Benvenuti a La Giungla Aretina il primo articolo antropologico metropolitano sulla fauna aretina urbana. Una boccata d’aria fresca e di novità che riaccende le speranze in mezzo al piattume e all’omologazione imperante.

di VERONICA VALDAMBRINI

 

Il Sorcio e la Sorcina
Una volta riconosciuti come la famiglia degli Sbarbini
Base operativa: San Francesco, si spostano a rimbalzo tra una cena, un aperitivo e un post-cena
Segni Distintivi: Essere figo, non importa dove e quando
Abbigliamento: Brand più in voga
Hobby: Story su Instagram come se non ci fosse un domani

Hipster
Una volta riconosciuto come l’Indie,  skinny jeans e via
Base operativa: Via Madonna del Prato e stradine perpendicolari. Cibo quello che gli altri non mangiano, ma ci vado lo stesso. Ad un cocktail preferisco una birra
Segni Distintivi: Essere diverso dalla Giungla Aretina
Abbigliamento: Catene Fashion e botteghe artigianali
Hobby: Odio et Amo con gli Aretini

Arezzo – Milano  – Londra – Parigi
Il cosmopolita Fashion Addicted
Base operativa: Arezzo almeno una volta al mese, gli altri giorni in giro per il mondo,  alla ricerca dello sperimentale.
Segni Distintivi: Cacciatore di tendenze
Abbigliamento: Quello che voi non conoscete
Hobby: Colazione ad Arezzo, Pranzo a Milano, Shopping a Londra e cena Parigi

Quelli di Sant’Agostino
I wanna be Bolognese
Base operativa: Ogni angolo noto o ben nascosto di Piazza Sant’Agostino
Segni Distintivi: Bolognese Imbruttito
Abbigliamento: Vintage, Mercatini delle Pulci
Hobby: Lifestyle Bolognese

Noi siamo la Curva Sud
Curva Sud Lauro Minghelli e muti!
Base operativa: In giro per la giungla aretina, non è molto interessato al luogo ma più a quanto tifi per la squadra della città. Una volta alla settimana allo Stadio o in trasferta
Segni Distintivi: Per forza o per amore Arezzo nel cuore
Abbigliamento: Casual da stadio
Hobby: Arezzo, Arezzo, Arezzo… Arezzo.

Il Discotecaro
Come ogni città che si rispetti
Base operativa: Come ogni fine settimana che si rispetti un aperitivo è d’obbligo, pizzetta con gli amici o cena in discoteca
Segni Distintivi: Essere figo, saper ballare e rimorchiare
Abbigliamento: Tipico aretino
Hobby: Instagram & Discoteca

…Scusate e i MODS dove sono finiti?

VERONICA VALDAMBRINI

Stylist, Graphic Designer e Fashion Writer. Fin da quando ne ho ricordo, sono sempre stata attratta da situazioni, stili e differenti tipi di bellezza. Continuamente alla ricerca del nuovo ed alla riscoperta del vecchio, si affiancano a musica Jazz, Portrait Fotografici e cultura giapponese, piaceri e fonti di ispirazione per il mio lavoro e stile di vita.

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