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Professione Reporter
Ogni scatto deve avere la capacità di emozionare, di ricordare una parola, un profumo, un sorriso, un momento ben preciso. Su questo si basa la mia fotografia, sulle emozioni che ogni immagine può evocare.

«Ogni scatto deve avere la capacità di emozionare, di ricordare una parola, un profumo, un sorriso, un momento ben preciso. Su questo si basa la mia fotografia, sulle emozioni che ogni immagine può evocare.», così scrive Sara Lorenzonisull’homepage del suo sito (saralorenzoni.it) dal quale si evince subito la passione che la giovane fotografa aretina mette nello svolgere il suo lavoro. Specializzata in fotografia di matrimonio, love sessione family, Sara scatta foto che trasmettono tutta la sua sensibilità e l’attenzione nei riguardi dei soggetti ritratti ed è immediatamente evidente il suo talento nel cogliere l’attimo giusto per premere il pulsante della sua fotocamera, consapevole che quello che sta immortalando è il loro momento e il suo ruolo è quello di raccontare la loro storia, con discrezione e senza invadenza.

Basta un primo sguardo sui suoi scatti per percepire che i servizi che realizza sono il frutto di un vero e proprio sentimento verso la fotografia, intesa sia come arte che come professione, e di come sia un’accorta e delicata osservatrice di quelli che sono gli istanti più importanti di una giornata così significativa come quella di un matrimonio. Nelle sue foto spiccano sorrisi, risate, sguardi, abbracci, lacrime, espressioni e gesti spontanei che nascono dalle emozioni e che con raffinatezza e uno stile personale e mai banale riesce a trasferire in ogni immagine, come fossero pagine di un libro che raccontano di un preciso momento.
Sara punta il suo obiettivo su persone, luoghi e dettagli creando scene meravigliose, immerse in atmosfere da sogno, intrise di romanticismo, restituendo ai suoi clienti il ricordo di un’esperienza unica e speciale.

Ma non ci sono solo le fotografie a parlare di Sara, leggiamo dei messaggi che le sono arrivati da parte di alcune coppie di sposi e non possiamo che avere la conferma della professionalità, del talento e della creatività di questa fotografa: «mi hai dato nuovi ricordi che in quel turbinio di emozioni non avevo colto…», «siamo veramente contenti di averti incontrata, di averti scelta e di aver avuto la possibilità di averti a raccontare il nostro matrimonio…», «grazie a te il nostro anniversario ogni anno è come una rivista patinata e con questo servizio ci hai regalato delle foto da copertina!». Attratti dalle foto presenti sul suo sito e sulle sue pagine social e dalle belle parole spese per lei, noi di WEARE abbiamo deciso di intervistare Sara, per conoscerla meglio e per farci raccontare della sua passione per la fotografia e del suo lavoro di fotografa.

Sara Lorenzoni
Sara Lorenzoni_WEARE

Sara, quando hai iniziato a fotografare e quando hai capito che sarebbe diventato il tuo lavoro? «Ho iniziato a fotografare che ero piccolina, credo in seconda elementare, andavo in giro con la macchinetta a rullino che i miei mi davano per le «occasioni», ad esempio una gita o al mare. Ero affascinatissima dalla Polaroid che aveva mia nonna (che tutt’ora funziona!), amavo l’attesa mentre la fotografia si sviluppava e mi dicevano di tenerla al buio o rivolta verso il basso, infatti ricordo di aver messo da parte le varie «paghette» di un anno intero per potermene comprare una nell’estate fra la quinta elementare e la prima media. Non ho mai smesso di fotografare per passione, ma capire che sarebbe diventato un lavoro è venuto molto tempo dopo. Avevo appena finito l’università, lavoravo in uno studio di grafica e design e spesso ciò che riguardava la fotografia era di mia competenza. Proprio in quel periodo ho avuto modo di scattare ad un matrimonio, e sono rimasta letteralmente folgorata: essere la persona che aveva l’onore di poter raccontare il giorno che resterà per sempre uno dei giorni più importanti nella vita di una coppia per me era un’emozione talmente grande che ho deciso di diventare una fotografa matrimonialista. Diciamo quindi che il mio percorso è stato il contrario di ciò che di solito avviene: il fotografo si avvicina al matrimonio per necessità di lavorare, io ho scelto di fare questo lavoro per amore di quel momento.» Tu definisci il tuo stile “reportage”, durante i matrimoni preferisci raccontare la giornata tramite le immagini piuttosto che mettere in posa sposi ed invitati.

Perché hai scelto di essere prevalentemente una fotografa matrimonialista? «Come dicevo prima, ho scelto di fare questo lavoro per avere la possibilità di raccontare un giorno così importante, pieno di emozioni e aspettative come è il giorno del matrimonio. E sono proprio queste emozioni che amo raccontare, vorrei che ogni volta che ad una coppia capitasse di sfogliare il suo album, si ritrovasse nuovamente a quel giorno, ricordando perché in quella foto rideva o piangeva, ricordando amici e parenti per ciò che li caratterizza. Per questo evito le interferenze della posa, non voglio che guardando l’album l’unico ricordo sia di me che gli dico cosa fare e dove mettersi…» Hai un’aspirazione professionale in particolare per il tuo futuro? «Certo, una su tutte: continuare a fare questo lavoro con la stessa passione, emozione e curiosità che ho adesso.»

DI CLAUDIA DI BERNARDO

CLAUDIA DI BERNARDO

Amante del malto, quello doppio. Mangerei pizza un giorno sì e l’altro pure. Calciofilo, tifoso e giocatore amatoriale. La scrittura? Passione nata per caso, adesso cerco l’opportunità di farla diventare qualcosa di più. Scelgo la musica da ascoltare in base al mio stato d’animo. Vorrei che tutto fosse pronto all’uso. 1991 non è solo la data di nascita, è qualcosa di più.