The finger style
Bosna Danì

Un incontro tra musica acustica ed elettronica, un intreccio tra arpeggi e sintetizzatori e un album di debutto che esprime tutta l’interiorità di un artista. Questo è Bosna Danì, all’anagrafe Daniele Rossi, classe 1981, chitarrista aretino (prima dei Sin-Khole e dei D.V.N.O. e oggi dei So Be It) che ha dato vita ad un progetto da solista che lui stesso ama definire “una chitarra acustica suonata in finger style, accarezzata da onde elettroniche dentro ad un cosmo onirico”.

Daniele nasce come chitarrista elettrico indirizzato verso il blues e il rock per poi trovare nuovi stimoli nel finger style acustico, grazie agli studi con il maestro Davide Mastrangelo, e appassionarsi dopo anche all’elettronica e ai synth. Il passo successivo è stato quello di ricerca e personalizzazione di suoni che potessero fondersi tra loro per restituire un equilibrio di frequenze acustico-elettroniche e diventare il tratto distintivo di Bosna Danì.

“Inner Shape”, il suo lavoro uscito per l’etichetta Toys For Kids Records, impreziosito dalle collaborazioni con Cesare “Mac” Petricich (chitarrista dei Negrita), Francesco Chimenti (voce dei Sycamore Age) e la cantautrice Nora, è un percorso introspettivo raccontato tramite dieci tracce, suonate con chitarra acustica, sintetizzatori e drum machine. Una “forma interiore” dell’artista Daniele Rossi che riversa nel suo alter ego Bosna Danì (Bosna è il cognome della madre) la sua identità, la sua curiosità e un’attenta analisi musicale.
Ogni brano è la risposta all’esigenza di manifestare uno stato d’animo, comunicare una sensazione o descrivere un paesaggio vero o immaginario. Le composizioni elargiscono all’ascoltatore melodie originali, ricercate ed emozionali, che durante i live diventano parte di un singolare scambio di energie tra il musicista e il suo pubblico.

L’ascolto di artisti diversi tra loro, come Soulwax, Justice, Kraftwerk, Kavinsky, Robert Johnson, Tommy Emmanuel e James Blake, ha ispirato la sua creatività e le sue canzoni riescono a descrivere delle storie senza bisogno di parole: “Blue gravity” – della quale è stato realizzato anche un magnifico video – è allo stesso tempo potente e delicata, “B.O.T.” potrebbe benissimo far parte della colonna sonora di qualche serie tv di fantascienza. I ritmi, le armonie, i bassi e le pizzicate sulle corde della chitarra che si mescolano alle basi elettroniche che escono dal sintetizzatore e che definiscono le tracce del disco, trasmettono risonanze suggestive e sognanti.
Le sonorità di quest’opera musicale sono l’eco di una vigorosa passione per i suoni e la sperimentazione, lo specchio del lato profondo e riflessivo di Daniele, la dichiarazione d’amore di un ragazzo nei confronti della musica; ognuno di noi potrebbe usarle come sottofondo sonoro di un proprio viaggio, reale o sensoriale.

La felicità per Bosna Danì? “Concepire e sviluppare un’idea. Leggere, ascoltare, guardare, sentire, assaporare, annusare, osservare, toccare: tutto irrimediabilmente porta a sviluppare un piccolo mondo musicale. Quello che ne esce è strettamente legato sia a un’idea che al sentimento che porta a svilupparla.” Noi siamo certi che questa idea sia riuscita a realizzarla benissimo e che questa prima fatica musicale del giovane aretino sia solo l’incipit di un lungo racconto in musica di sentimenti, emozioni e pensieri.

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di CLAUDIA DI BERNARDO
Photo Federico Manneschi