Non stiamo parlando di qualcosa di nuovo, perché Attila Sound, collettivo audio freelance di Arezzo, esiste ed opera nel nostro territorio oramai da alcuni anni. Abbiamo scambiato due parole con Andrea Fumelli, approfittando del loro recente trasloco nella nuova sede, per approfondire meglio la loro realtà.
Raccontaci del passato di Attila, delle sue origini.
«Attila si è formato concretamente nel 2020, mettendo insieme le mie esperienze e i miei studi con quelli dei miei soci e collaboratori, Gianmaria Bronzi, Leonardo Ciapetti, Emilio Gatti e Santiago Fernandez, che, come me, gravitavano all’interno del Centro Onda d’Urto di Villa Severi. Decidemmo di lanciarci in quest’avventura che prese il nome di Attila Sound, spinti soprattutto dal nostro legame di amicizia e dalla passione che ci lega per il mondo audio: il nostro obiettivo era quello di poter far coincidere la nostra passione, specialmente per la musica, con l’ambito lavorativo. Il progetto è nato ibrido, e lo è anche rimasto, con una struttura per produzione, registrazione audio sia per uso interno che esterno e allo stesso tempo è anche proiettato in ambito eventistico di musica live e fonia.»
Il vostro progetto sembra abbracciare una notevole quantità di competenze. Immagino vi abbia richiesto un grande lavoro personale e professionale.
«Noi ci ridiamo spesso su questa cosa, specialmente visti i lavori ancora in corso nella nostra nuova sede alla Chiassa Superiore, perché ci rendiamo conto sempre più spesso che per fare i fonici stiamo imparando un’altra serie di nozioni che vertono su carpenteria, elettronica, falegnameria, informatica e fisica acustica. Più andiamo avanti nel nostro percorso e più ne saltano fuori.»
In che modo si è evoluto il vostro metodo di lavoro nei vari ambiti?
«Per quanto riguarda l’eventistica, sicuramente il nostro primo banco di prova è stata la gestione degli eventi, principalmente live legati alla musica di generi underground, che organizzavamo al Centro Onda d’Urto, grazie a cui abbiamo cominciato ad esplorare e ad affinare quelle che poi sarebbero state le nostre future competenze. Parallelamente, sei anni fa, cominciammo a seguire anche un percorso esterno al Centro, collaborando con piccoli locali, aziende del territorio, privati, band e artisti di qualsiasi tipologia che affiancavamo in qualità di fonici. Allora come adesso gestiamo più situazioni di carattere diverso, ma sempre inerenti al settore audio, dislocandoci contemporaneamente a seconda delle competenze necessarie.
Oltre all’eventistica, ricordiamo anche il nostro lavoro come studio di registrazione sempre presente dal primo giorno e a cui siamo molto legati visto il nostro background da musicisti. Anche in questo ambito siamo di bocca larga per quanto riguarda i vari generi musicali, difatti cerchiamo sempre di affidare la cura di una certa registrazione alla persona più vicina e adatta a quel genere.
Di sicuro questa nostra squadra variegata è una ricchezza vitale per il progetto e per coloro che vi si approcciano, dando a tutti sia una possibilità di manovra notevole, sia un risultato più soddisfacente.»
Il nuovo studio è solo un passaggio ad un’altra struttura o lo vedete come un nuovo inizio?
«Il trasloco è stato un po’ improvviso, anche se non era inaspettato, perché il precedente immobile non poteva più essere utilizzato e sapevamo che prima o poi avremmo dovuto abbandonarlo. Ne abbiamo quindi approfittato per trovare una struttura più grande e che ci desse possibilità maggiori, soprattutto come sala di registrazione, considerando che nella vecchia sede avevamo delle restrizioni di orario per quanto riguarda i volumi. Contemporaneamente volevamo anche migliorare il tipo di trattamento acustico da applicare alla struttura, per renderla più performante, autonoma e anche esteticamente migliore.
Possiamo dire che abbiamo approfittato di questa situazione per evolverci ulteriormente e rinnovare pesantemente tutta la nostra infrastruttura, adattandola anche alle nostre nuove competenze acquisite e involontariamente ci siamo ritrovati all’interno di un nuovo grande progetto: abbiamo aumentato le sale per suonare, un ufficio e aggiunto un’area showroom in cui ci piacerebbe mettere anche il merch degli artisti e molto altro. In Attila stiamo ancora dando gli ultimi ritocchi allo stabile perché il lavoro era davvero mastodontico, ma siamo già completamente operativi e quindi vi aspettiamo!»
di LORENZO STIATTI
credits Matteo Belardini
IG: @attila_sound
FB: Attila Sound



















