Sui sentieri della vendemmia

Con una tradizione che si perde nella notte dei tempi, Arezzo, attraversata dalla mitica Strada del Vino, fa parte integrante del Chianti con più di 600 ettari di vigneti che danno origine ai Colli Aretini. La creazione dell’area del Chianti ebbe inizio nel 1716 col Granduca di Toscana e a più riprese allargata fino al 1932, anno nel quale venne inserita anche Arezzo all’interno dell’area Chianti. Una regolamentazione precisa e ben controllata sulla produzione con una numerazione specifica di ogni singola bottiglia permette, insieme alle sigle DOC, DOCG e IGT, di potersi vantare a livello mondiale del mitico marchio Chianti!

Nel cuore della campagna aretina è possibile vivere in cammino, su percorsi di varie difficoltà, la vendemmia. Appena fuori dalla porta di Trento Trieste giungiamo sui colli di San Fabiano e Poggio Mendico dove le vigne sono sconfinate… Oh quanto sono estese! Con una produzione prevalente di Sangiovese e Cabernet Sauvignon il nostro cammino si estende su un consigliatissimo percorso ricco di storia, paesaggi e tanto tanto vino…

In totale sono 7,5 i chilometri da percorrere, con un dislivello in salita di 320 metri. Il percorso è adatto a chiunque abbia un minimo di attitudine al cammino. E allora via! Partenza dai Cappuccini, dal parco di Villa Severi. Consigliamo scarpe da trekking o da trail running con un buon grip. Il percorso può essere eseguito da entrambi i lati. Estremamente panoramico oltrepassa boschi e vigneti, piccoli laghi e bellissimi scorci panoramici sul Duomo di Arezzo.

Partendo dal concetto base che il nostro corpo è in primo luogo un apparato locomotore strutturato per camminare, ecco alcuni consigli da seguire per godere veramente di tutti i benefici che il cammino può dare sul nostro organismo sia a livello muscolare e articolare che a livello metabolico e psicologico.

Sguardo “fiero”: quando la strada che stiamo percorrendo ce lo permette dobbiamo cercare di mantenere lo sguardo all’orizzonte senza fissare perennemente i nostri piedi in fase di appoggio ma guardare più in là. Questo ci permetterà di gravare meno sulla zona cervicale e… goderci meglio i panorami!

Oscillare bene le braccia con un buon movimento di spalle: il nostro cammino si svolge su una coordinazione crociata braccia-gambe. La gamba destra si pone in avanti col braccio sinistro così viceversa. Il movimento delle braccia aumenta la capacità di mobilità delle spalle quindi ci favorisce una maggiore capacità respiratoria e di conseguenza per il concetto “miofasciale” anche un aumento nella mobilità del bacino quindi di tutta la muscolatura pelvica.

Appoggio del piede: il nostro piede visto come una ruota. Deve appoggiare col tallone ben centrato per poi “srotolarsi” a terra con uno stacco ben percepito delle dita dal terreno. Questo ci permetterà un miglior utilizzo della muscolatura della gamba, una maggiore capacità di spinta e un miglioramento nel ritorno venoso e linfatico.
In salita: mantenere sempre una posizione dritta senza portare il busto in avanti. Questo ci permette di utilizzare al meglio tutta la muscolatura del corpo senza favorire solo alcuni gruppi muscolari ma il corpo tutto. Essenziale continuare nella mobilità spalle-bacino.
In discesa: flettere le ginocchia in maniera tale da preservarle con una ottimale contrazione della muscolatura delle cosce. Contrazione che permetterà di catturare al meglio il peso della parte superiore del corpo senza finire direttamente sulle ginocchia.

Tutti questi concetti, se ben insegnati e allenati, permettono di lavorare in equilibrio, allentare le tensione e trovare una nuova capacità percettiva del proprio corpo.

Filippo Perazzini
Massofisioterapista, Massaggiatore Sportivo
Istruttore WIB (Walk in Balance)
Nordic Walking Arezzo
Tel. 3347506829

FILIPPO PERAZZINI

Massofisioterapista, Massaggiatore Sportivo e Istruttore WIB (Walk in Balance). nordicwalkingarezzo.com

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