LA DISPENSA DI AMELIA

La fortuna di avere una nonna veg

Mi accomodo. L’ambiente già mi piace. Anche se ho preso posto fuori, intravedo il bancone, i quadri e il grande tavolo di legno della nonna Amelia. La proprietaria è Paola Maffei e si siede con me mentre mi serve una Buddha bowl.
Il suo bistrot vegano La Dispensa di Amelia è un tributo alla nonna che le ha insegnato l’amore e il rispetto per gli animali da quando l’aiutava a curare i merli e a non scacciare via neppure i topi. Paola me ne parla emozionata, mentre cresce la mia curiosità di assaggiare il piatto che ho davanti a me… Prima volta in un ristorante vegano dopo 10 anni di vegetarianesimo convinto.
Paola invece è vegana da 18 anni e vegetariana praticamente da tutta la vita. “Perché aprire un bistrot del genere ad Arezzo? Perché la città mi sembra pronta. C’è terreno fertile per far passare il messaggio che ogni essere vivente deve essere rispettato… E farlo attraverso il cibo è il modo più potente che io conosca…”

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Un bistrot vegano, ma per onnivori. Paola vuole rivolgersi a tutti. Non ama la china che certe culture possono prendere quando diventano ideologie chiuse, ristrette e irrigidite, lei parla a chi non la pensa come lei e invita gli avventori che si siedono ai suoi tavoli a mettere in atto un vero e proprio esercizio mentale per confrontarsi con chi ha un background diverso dal loro, fatto di percorsi mentali magari opposti e idee lontane… “Volevo uscire dalla classica cucina toscana o dal sushi, ormai un’ossessione anche ad Arezzo. Ho voluto cambiare, fare una cosa davvero diversa e nella mia cucina mangerai magari anche un fiore, delle foglie selvatiche, i semi secchi o le bacche, con delle incursioni indiane, thailandesi, dalla cucina del medio Oriente, lontane dai classici sapori nostrali o dall’ormai superato gusto giapponese.”
Ci interrompiamo un attimo con Paola, mentre io mi immergo nella mia Buddha bowl. Il piatto nasce nella cultura dei monaci buddisti che nel momento della questua erano soliti bussare, casa dopo casa, in cerca di una piccola offerta. Gli abitanti dei villaggi mettevano nella ciotola dei monaci del cibo e lo sistemavano in un certo ordine, secondo una regola filosofica che avrebbe permesso di purificare il loro karma.

Anche da Amelia l’ordine delle pietanze non è casuale e riproduce quello offerto ai monaci per garantire all’avventore una rigenerazione, una pausa pranzo purificante che ci aiuti a tornare in pace con noi stessi e il mondo dopo lo stress della mattinata di lavoro.
L’empatia è il sentimento che si respira qui ed è la parola che più è importante nella vita di Paola. Prova a stimolarla con questi piatti anche in chi li mangia in un armonia fatta di rispetto ed elasticità mentale. Qui ci devi entrare con una certa predisposizione, un’apertura a provare il diverso… a provare a conoscerlo.
A questo lo chef affianca l’aspetto salutista che va oltre il discorso etico. “Alcuni piatti sono veri e propri integratori naturali. Mangia qui e non dovrai andare in farmacia a comprarli. Nel cibo che ti servo trovi tutto; oligoelementi, vitamine, sali minerali, con un bilanciamento perfetto di proteine in una cucina totalmente priva di colesterolo, dove i grassi ci sono, ma sono solo quelli sani.”
La Dispensa di Amelia è un omaggio alla nonna che si ritrova anche nell’arredamento vintage. Un vintage vero, non ricreato che dà al bistrot quel profumo di casa, di domeniche a pranzo con i tuoi, dell’orto, della campagna, dell’amore verso gli altri, del rispetto. Gli occhi di Paola ora sono lucidi… Oltre che vegana è anche un artista, ha iniziato da piccola a fare i ritratti ai nonni… E ad Amelia deve tutto questo, a lei che in sedia a rotelle si alzava alle 4 di notte per vedere gli incontri di box, fumando e bevendo birra…

La Dispensa di Amelia
Via Isonzo 43
Di Melissa Frulloni

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MELISSA FRULLONI

Vegetariana militante. Animalista convinta.
Yoga praticante. Cresciuta con il poster di Jim Morrison appeso alla parete.
Romanticamente (troppo) sensibile e amante della musica vintage.
Una laurea in giornalismo, un cane, 27 anni, mille idee e (a giorni alterni) la sensazione di poter fare qualsiasi cosa…